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Quare autem hoc quod repertum est, illustre, cardinale, aulicum et curiale adicientes vocemus, nunc disponendum est: per quod clarius ipsum quod ipsum est faciamus patere. Primum igitur quid intendimus cum illustre adicimus, et quare illustre dicimus, denudemus. Per hoc quoque quod illustre dicimus, intelligimus quid i...
Ora bisogna esporre il motivo per cui questo linguaggio che si è trovato noi lo indichiamo accostandovi (i termini) illustre, cardinale, aulico e curiale; attraverso quest'operazione facciamo risaltare più chiaramente ciò che questo linguaggio è per se stesso. Per prima cosa, quindi, mettiamo in evidenza che cosa inten...
Duos igitur fines providentia illa inenarrabilis homini proposuit intendendos: beatitudinem scilicet huius vite, que in operatione proprie virtutis consistit et per terrestrem paradisum figuratur; et beatitudinem vite ecterne, que consistit in fruitione divini aspectus ad quam propria virtus ascendere non potest, nisi ...
Dunque due fini da perseguire additò all'uomo l'inenarrabile Provvidenza: la beatitudine di questa vita, che consiste nell'attuazione della propria virtù e raffigurata attraverso il paradiso Terrestre, e la beatitudine della vita eterna, che consiste nel godimento della visione di Dio, alla quale non si può ascendere c...
Propter quod opus fuit homini duplici directivo secundum duplicem finem: scilicet summo Pontifice, qui secundum revelata humanum genus perduceret ad vitam ecternam, et Imperatore, qui secundum phylosophica documenta genus humanum ad temporalem felicitatem dirigeret. Et cum ad hunc portum vel nulli vel pauci, et hii cum...
Perciò fu necessaria all'uomo una duplice guida conformemente al suo duplice fine: e cioè il sommo Pontefice che, secondo le (verità) rivelate, conducesse il genere umano alla vita eterna; e l'Imperatore che, attraverso i documenti filosofici, guidasse il genere umano alla felicità temporale. E poiché possono arrivare ...
Hoc autem vulgare quod illustre, cardinale, aulicum et curiale ostensum est, dicimus esse illud quod vulgare latium appellatur. Nam sicut quoddam vulgare est invenire quod proprium est Cremone, sic quoddam est invenire quod proprium est Lombardie; et sicut est invenire aliquod quod sit proprium Lombardie, [sic] est inv...
D'altra parte diciamo che questo volgare, che è stato mostrato come illustre, cardinale, aulico e curiale, sia quello che si chiama volgare italiano. Infatti come è possibile trovare un volgare che sia proprio di Cremona, così è possibile trovarne (uno) che è proprio della Lombardia; e come se ne trova uno che è propri...
Neque sine ratione ipsum vulgare illustre decusamus adiectione secunda, videlicet ut id cardinale vocetur. Nam sicut totum hostium cardinem sequitur ut, quo cardo vertitur, versetur et ipsum, seu introrsum seu extrorsum flectatur, sic et universus municipalium grex vulgarium vertitur et revertitur, movetur et pausat se...
E non senza ragione onoro con il secondo aggettivo lo stesso volgare illustre, sì, cioè da chiamarlo cardinale. Infatti, come l'intera porta segue il cardine, cosicché si gira dove si gira il cardine, e questo stesso si piega o verso l'esterno o verso l'interno, così anche l'insieme dei comuni si volge e si rivolge com...
Et cita cum tremulis anus attulit artubus lumen.talia tum memorat lacrimans exterrita somno:‘Eurydica prognata, pater quam noster amauit,uires uitaque corpus meum nunc deserit omne.nam me uisus homo plucher per amoena salictaet ripas raptare locosque nouos: ita solapostilla, germana soror, errare uidebartardaque uestig...
E quando la vecchia, affrettandosi, portò con mani tremanti il lume, allora Ilia, atterrita dal sogno, piangendo così raccontò: "O figlia di Euridice amata da nostro padre, ora le forze della vita abbandonano tutto il mio corpo Infatti ho sognato che un uomo di bell'aspetto mi trascinava attraverso ameni saliceti e riv...
Haece locutus vocat quocum bene saepe libenterMensam sermonesque suos rerumque suarumComiter impartit, magnam cum lassus dieiPartem fuisset de summis rebus regundisConsilio iudu foro lato sanctoque senatu:Cui res audacter magnas parvasque iocumqueEloqueretur, et cuncta malaque et bona dictuEvomeret, si qui vellet, tuto...
Dopo aver detto queste parole, chiamò uno col quale volentieri assai spessodivideva affabilmente la propria mensa e che metteva al corrente dei suoidiscorsi e dei suoi affari, quando era stanco per aver trascorso gran parte dellagiornata nei consigli dati nell'ampio foro e nel sacro Senato: uno a cui potevacon libertà ...
Successit huic Nero, Caligulae, avunculo suo, simillimus, qui Romanum imperium et deformavit et diminuit, inusitatae luxuriae sumptuumque, ut qui exemplo C. Caligulae in calidis et frigidis lavaret unguentis, retibus aureis piscaretur, quae blattinis funibus extrahebat. Infinitam senatus partem interfecit, bonis omnibu...
A questo successe Nerone, molto simile a suo zio Caligola; il quale deturpò e diminuì l'autorità dei Romani, affinchè questi con l'esempio delle smodatezze e dell'inusuale lussuria di Caligola si lavasse con unguenti caldi e freddi, pescasse con reti d'oro, che tirava con funi di porpora. Tolse di mezzo un'infinita par...
Anno urbis conditae sexcentesimo nonagesimo tertio C. Iulius Caesar, qui postea imperavit, cum L. Bibulo consul est factus. Decreta est ei Gallia et Illyricum cum legionibus decem. Is primus vicit Helvetios, qui nunc Sequani appellantur, deinde vincendo per bella gravissima usque ad Oceanum Britannicum processit. Domui...
Nel 693 dopo la fondazione di Roma Caio Giulio Cesare, che in seguito comandò, fu eletto console con Lucio Bibulo. Gli si assegnarono la Gallia e l'Illiria, con dieci legioni. Egli per primo vinse gli Elvezi, che ora sono chiamati Sequani, in seguito vincendo attraverso violentissime battaglie giunse all'Oceano Britann...
Interiecto anno contra Pyrrum Fabricius est missus, qui prius inter legatos sollicitari non potuerat, quarta regni parte promissa. Tum, cum vicina castra ipse et rex haberent, medicus Pyrri nocte ad eum venit, promittens veneno se Pyrrum occisurum, si sibi aliquid polliceretur. Quem Fabricius vinctum reduci iussit ad d...
Passato un anno fu inviato contro di Pirro Fabrizio, che in precedenza tra gli ambasciatori non aveva potuto essere corrotto dalla promessa di un quarto del regno. Allora, avendo lui e il re gli accampamenti vicini, il medico di Pirro venne di notte da lui, promettendo di uccidere con il veleno Pirro, se gli avesse pro...
Hinc consules coepere, pro uno rege duo, hac causa creati, ut, si unus malus esse voluisset, alter eum, habens potestatem similem, coerceret. Et placuit, ne imperium longius quam annuum haberent, ne per diuturnitatem potestatis insolentiores redderentur, sed civiles semper essent, qui se post annum scirent futuros esse...
Da questo momento ebbero inzio i consoli, al posto di un re due, creati per questa causa, affinché se uno avesse voluto essere dannoso, l'altro avendo simile potere, lo frenasse. E si deliberò che non tenessero il potere più a lungo di un anno, affinché non fossero resi troppo prepotenti a causa della lunghezza del pot...
Interea proelium ab utroque duce instructum est, quale vix ulla memoria fuit, cum peritissimi viri copias suas ad bellum educerent. Scipio victor recedit paene ipso Hannibale capto, qui primum cum multis equitibus, deinde cum viginti, postremo cum quattuor evasit. Inventa in castris Hannibalis argenti pondo viginti mil...
Intanto da entrambi i comandanti venne preparato uno scontro, quale quasi mai ci fu a memoria d’uomo, dato che guidavano alla guerra le loro truppe due uomini che erano i più esperti in fatto di arte militare. Scipione uscì vincitore, dopo che per poco non venne catturato Annibale in persona, che fuggì accompagnato pri...
Huic Titus filius successit, qui et ipse Vespasianus est dictus, vir omnium virtutum genere mirabilis adeo, ut amor et deliciae humani generis diceretur, facundissimus, bellicosissimus, moderatissimus. Causas Latine egit, poemata et tragoedias Graece conposuit. In oppugnatione Hierosolymorum sub patre militans duodecim...
A questo successe il figlio Tito, che anche lui si chiamava Vespasiano, uomo ammirevole per ogni genere di virtù a tal punto che era chiamato amore e delizia del genere umano, eloquentissimo, bellicosissimo, equilibratissimo. Trattò cause giudiziarie in latino, compose poemi e tragedie in greco. Nell'assedio di Gerusal...
Hinc iam bellum civile successit exsecrandum et lacrimabile, quo praeter calamitates, quae in proeliis acciderunt, etiam populi Romani fortuna mutata est. Caesar enim rediens ex Gallia victor coepit poscere alterum consulatum atque ita ut sine dubietate aliqua ei deferretur. Contradictum est a Marcello consule, a Bibul...
Dopo iniziò una guerra civile maledetta e deplorevole, con la quale, oltre alle sventure che successero nei combattimenti, anche il destino del popolo romano mutò. Cesare infatti, ritornando dalla Gallia vincitore, iniziò a chiedere un'altro consolato. fu contraddetto dal console Marcello, da Bibulo, da Pompeo, da Cato...
Interim Pompeius pacem rupit et navali proelio victus fugiens ad Asiam interfectus est. Antonius, qui Asiam et Orientem tenebat, repudiata sorore Caesari Augusti Octaviani, Cleopatram, regina Egypti, duxit uxorem. Contra Persas etiam ipse pugnavit. Primis eos proeliis vicit, regrediens tamen fame et pestilentia laborav...
Frattanto Pompeo ruppe la pace e vinto in battaglia navale fu ucciso mentre fuggiva in Asia. Antonio, che occupava Asia e Oriente, dopo aver ripudiato la sorella di Cesare Ottaviano Augusto, sposò Cleopatra regina di Egitto. Contro i Persiani combatté anche lui in persona. Li vinse durante le prime battaglie, tuttavia ...
Anno urbis conditae sexcentesimo sexagesimo secundo primum Romae bellum civile commotum est, eodem anno etiam Mithridaticum. Causam bello civili C.Marius sexiens consul dedit. Nam consul missus est Sulla bellum gesturus contra Mithridatem, qui Asiam et Achaiam occupaverat. Dum Sulla exercitum in Campania paulisper tene...
Nel 662° anno dalla fondazione della città fu intrapresa la prima guerra civile a Roma, nello stesso anno anche quella Mitridatica. Mario, per la sesta volta console, fornì il pretesto per la guerra civile. Infatti il console Silla essendo stato mandato a combattere contro Mitridate, che aveva occupato l’Asia e l’Acaia...
Huic successit Tullus Hostilius. Hic bella reparavit, Albanos vicit, qui urbi Romae proximi sunt, Veientes et Fidenates, quorum illi sexto miliario absunt ab urbe Roma, hi octavo decimo, bello superavit atque urbem ampliavit, adiecto Caelio monte. Cum triginta et duos annos regnavisset, fulmine ictus, cum domo sua arsi...
Costui riprese le guerre, sconfisse gli Albani, che sono vicini alla città di Roma, vinse in guerra i Veienti e i Fidenati dei quali quelli erano distanti sei miglia dalla città di Roma, questi diciotto miglia e amplio la città, dopo aver aggiunto il colle Celio.Dopo aver regnato per 32 anni, colpito da un fulmine, bru...
Postea Numa Pompilius rex creatus est, qui bellum nullum gessit, sed non minus civitati quam Romulus profuit .Nam et leges Romanis moresque constituit, cum consuetudine proeliorum iam latrones ac semibarbari putarentur, et annum, prius sine ulla supputatione confusum, descripsit in decem menses, et infinita Romae sacra...
Dopo fu fatto re Numa Pompilio, il quale non fece nessuna guerra, ma non giovò alla città meno di Romolo. Infatti fondò anche le leggi e i costumi romani, esseendo considerati già ladroni e incivili a causa dell'abitudini ai combattimenti, divise l'anno in dieci mesi, prima confuso senza nessuna divisione e fondò infin...
Cum Perseo autem Aemilius Paulus consul III Nonas Septembres dimicavit vicitque eum viginti milibus peditum eius occisis. Equitatus cum rege integer fugit. Romanorum centum milites amissi sunt. Urbes Macedoniae omnes, quas rex tenuerat, Romanis se dediderunt; ipse rex, cum desereretur ab amicis, venit in Pauli potestat...
Contro Perseo combattè il cinque settembre il console Emilio Paolo e lo sconfisse dopo aver ucciso ventimila suoi fanti. Dei Romani furono perduti cento soldati. Tutte le città della Macedonia, che il re aveva tenuto, si arresero ai Romani; il re stesso, essendo abbandonato dagli amici, cadde in potere di Paolo. Ma a l...
Post eum M. Antoninus solus rem publicam tenuit, vir quem mirari facilius quis quam laudare possit. A principio vitae tranquillissimus, adeo ut ex infantia quoque vultum nec ex gaudio nec ex maerore mutaverit. Philosophiae deditus Stoicae, ipse etiam non solum vitae moribus, sed etiam eruditione philosophus. Tantae adm...
Dopo di lui (di Vero) resse da solo lo Stato Marco Antonino, uomo che qualcuno può più facilmente ammirare che lodare. Fin dal principio della vita (fu) molto tranquillo, a tal punto che fin dall'infanzia non mutava faccia né alla gioia né dal dolore. Dedito alla filosofia Stoica, anch'egli (fu) fu filosofo non solo pe...
Anno urbis septingentesimo fere ac nono interfecto Caesare civilia bella reparata sunt. Percussoribus enim Caesaris senatus favebat. Antonius consul partium Caesaris civilibus bellis opprimere eos conabatur. Ergo turbata re publica multa Antonius scelera committens a senatu hostis iudicatus est. Missi ad eum persequend...
Verso il settecentesimo anno della città, dopo l'assassinio di Cesare, furono riorganizzate le guerre civili. Infatti il senato favoriva gli uccisori di Cesare. Il console Antonio, del partito di Cesare, tentava di vincerli con le guerre civili. Dunque, agitata la repubblica, Antonio, che commetteva molti delitti, fu d...
Eodem tempore Tarentinis, qui iam in ultima Italia sunt, bellum indictum est, quia legatis Romanorum iniuriam fecissent. Hi Pyrrum, Epiri regem, contra Romanos in auxilium poposcerunt, qui ex genere Achillis originem trahebat. Is mox ad Italiam venit, tumque primum Romani cum transmarino hoste dimicaverunt. Missus est ...
Allo stesso tempo fu dichiarata guerra ai Tarantini, che si trovano nella parte più remota dell'Italia, poiché avevano fatto un’offesa agli ambasciatori dei Romani. Questi invocarono in aiuto contro i Romani Pirro, re dell'Epiro, che traeva le origini dalla stirpe di Achille. Egli subito venne in Italia, e allora per l...
Postea Pyrrus, coniunctis sibi Samnitibus, Lucanis, Brittiis, Romam perrexit, omnia ferro ignique vastavit, Campaniam populatus est atque ad Praeneste venit, miliario ab urbe octavo decimo. Mox terrore exercitus, qui eum cum consule sequebatur, in Campaniam se recepit. Legati ad Pyrrum de redimendis captivis missi ab e...
In seguito Pirro, messosi insieme ai Sanniti, ai Lucani (e) ai Brizzi, si diresse verso Roma, mise tutto a ferro e fuoco, saccheggiò la Campania ed arrivò a Preneste, a diciotto miglia dalla città. Subito per la paura l'esercito, che lo seguiva insieme al console, si recò in Campania. Gli ambasciatori, inviati a Pirro ...
Transacto bello Macedonico secutum est Syriacum contra Antiochum regem P. Cornelio Scipione M. Acilio Glabrione consulibus. Huic Antiocho Hannibal se iunxerat, Carthaginem, patriam suam, metu, ne Romanis traderetur, relinquens. M. Acilius Glabrio in Achaia bene pugnavit. Castra regis Antiochi nocturna pugna capta sunt,...
Poiché la guerra macedonica fu conclusa, fu intrapresa la guerra di Siria contro il re Antioco sotto il consolato di P. Cornelio Scipione e M. Acilio Glabrione. Annibale si era unito ad Antioco, poiché aveva abbandonato Cartagine, la sua patria, per non essere consegnata ai romani. M. Acilio Glabrione ebbe esito favore...
Institutus est ad philosophiam per Apollonium Chalcedonium, ad scientiam litterarum Graecarum per Sextus Chaeronensem, Plutarchi nepotem, Latinas autem eum litteras Fronto, orator nobilissimus, docuit. Hic cum omnibus Romae aequo iure egit, ad nullam insolentiam elatus est imperii fastigio; liberalitatis promptissimae....
Fu istruito in filosofia grazie a Apollonio Calcedonio, in letteratura Greca grazie a Sesto di Cheronea, nipote di Plutarco, mentre quella latina (gliela) insegnò Frontone, grandissimo oratore. Questo a Roma trattò con tutti con piena uguaglianza di diritti, non fu spinto a nessuna sconvenienza per la grandezza dell'im...
Hic quoque ingens bellum civile commovit cogente uxore Cleopatra, regina Aegypti, dum cupiditate muliebri optat etiam in urbe regnare. Victus est ab Augustus navali pugna clara et illustri apud Actium, qui locus in Epiro est, ex qua fugit in Aegyptmum et, et desperatis rebus, cum omnes ad Augustum transirent, ipse se i...
Questi fomentò anche una grande guerra civile, costretto dalla moglie Cleopatra, regina d'Egitto, poiché per ambizione femminile bramava regnare anche a Roma. Fu sconfitto da Augusto nella celebre e importante battaglia navale di Azio, che è un luogo dell'Epiro, (battaglia) dalla quale fuggì in Egitto e essendo ormai l...
Ita bellis toto orbe confectis Octavianus Augustus Romam rediit, duodecimo anno, quam consul fuerat. Ex eo rem publicam per quadraginta et quattuor annos solus obtinuit. Ante enim duodecim annis cum Antonio et Lepido tenuerat. Ita ab initio principatus eius usque ad finem quinquaginta et sex anni fuerunt. Obiit autem s...
Così dopo aver terminato le guerre in tutto il mondo Ottaviano Augusto ritornò a Roma, undici anni dopo che fu fatto console. Da quel momento mantenne per 44 anni lo stato da solo. Infatti dodici anni prima lo aveva mantenuto con Antonio Lepido. Così dall’inizio del suo principato fino alla fine trascorsero 56 anni. Mo...
Pax displicuit remandatumque Pyrro est a senatu eum cum Romanis, nisi ex Italia recessisset, pacem habere non posse. Tum Romani iusserunt captivos omnes, quos Pyrrus reddiderat, infames haberi, quod armati capi potuissent, nec ante eos ad veterem statum reverti, quam si binorum hostium occisorum spolia retulissent. Ita...
La pace non piacque e dal senato fu risposto a Pirro che non poteva avere una pace con i Romani se non fosse andato via dall'Italia. Allora i Romani ordinarono che tutti i prigionieri che Pirro aveva restituito fossero ritenuti infami, avendo potuto essere presi in armi, e che non tornassero alla precedente condizione ...
Cum igitur clarum Scipionis nomen esset, iuvenis adhuc consul est factus et contra Carthaginem missus. Is eam cepit ac diruit. Spolia ibi inventa, quae variarum civitatum excidiis Carthago collegerat, et ornamenta urbium civitatibus Siciliae, Italiae, Africae reddidit, quae sua recognoscebant. Ita Carthago septingentes...
Dopo ciò, mentre il nome di Scipione era famoso, venne nominato un giovane console sino ad ora e venne mandato contro Cartagine. Questo la conquistò e la distrusse. Là trovate le spoglie, che Cartagine aveva raccolto grazie alla distruzione di varie società, restituì alle città di Sicilia, Italia e Africa l’onore delle...
Nono anno post reges exactos, cum gener Tarquini ad iniuriam soceri vindicandam ingentem collegisset exercitum, nova Romae dignitas est creata, quae dictatura appellatur, maior quam consulatus. Eodem anno etiam magister equitum factus est, qui dictatori obsequeretur. Neque quicquam similius potest dici quam dictatura a...
Otto anni dopo la cacciata dei re, dopo che il genero di Tarquinio per vendicare l'ingiustizia del suocero aveva radunato un ingente esercito, a Roma fu creata una nuova carica pubblica, chiamata dittatura, maggiore del consolato. Lo stesso anno fu anche creato il comandante della cavalleria che obbedisse al dittatore....
Duo cum incidissent in latronem milites,unus profugit, alter autem restititet vindicavit sese forti dextera.Latrone excusso timidus accurrit comesstringitque gladium, dein reiecta paenula“Cedo” inquit “illum; iam curabo sentiatquos attemptarit.” Tunc qui depugnaverat:“Vellem istis verbis saltem adiuvisses modo;constant...
Due soldati s’imbatterono in un malvivente,uno scappò via, l’altro invece resistettecon accanimento. Sconfitto il malvivente, il compagno vilesi fa avanti, impugna la spada, getta via il mantelloe proferisce: «Lasciamelo, ora gli farò sentire io contro chisi è messo costui». E quello che aveva combattutofino in fondo: ...
Adversus omnes fortis et velox ferascanis cum domino semper fecisset satis,languere coepit annis ingravantibus.Aliquando obiectus hispidi pugnae suis,arripuit aurem; sed cariosis dentibuspraedam dimisit rictus. Venator dolenscanem obiurgabat. Cui senex contra latrans:“Non te destituit animus, sed vires meae.Quod fuimus...
Un cane vigoroso contro tutte le veloci fiere, che avevasempre lavorato bene per il suo padrone, cominciòa perdere vigore con l’incalzare dell’età.Un giorno che si scontrò con un ispido cinghialegli afferrò l’orecchio, ma a causa dei denti cariati abbandonòla preda. E il cacciatore, dolente, lo sgridò. Di rimando,il ve...
Mons parturibat, gemitus immanes ciens,eratque in terris maxima expectatio.At ille murem peperit. Hoc scriptum est tibi,qui, magna cum minaris, extricas nihil.
Una montagna partoriva emettendo enormi lamenti.E c’era nel mondo grande attesa, ma quella partorìun topo. Questo scritto ti si addice, perché, mentreprometti grandi cose, non concludi nulla
Personam tragicam forte vulpes viderat;quam postquam huc illuc semel atque iterum verterat,'O quanta species' inquit 'cerebrumnon habet.'Hoc illis dictum est quibus honorem et gloriamFortuna tribuit, sensum communem abstulit.
Una volpe casualmente aveva visto una maschera tragica; e poi averla ruotata di qui e li uno e due volte, “ Oh quanta bellezza, affermò, però non ha il cervello”. Ciò venne affermato per quelli a cui Fortuna attribuì onore e gloria, però rimosse il comune ingegno.
Odiosa cornix super ovem consederat;quam dorso cum tulisset invita et diu,“Hoc” inquit “si dentato fecisses cani,poenas dedisses.” Illa contra pessima:“Despicio inermes, eadem cedo fortibus;scio quem lacessam, cui dolosa blandiar.ideo senectam mille in annos prorogo.
Una cornacchia molesta s’era adagiata soprauna pecora, la quale, dopo averla trasportata a lungo, suomalgrado disse: «Se tu ti fossi comportata così con un canezannuto avresti subìto pene». E quella maledetta, a sua volta:«Io che maltratto i deboli, io stessa cedo ai fortie so bene chi posso irritare e chi con arte all...
Cum servus nequam Socrati male diceret,uxorem domini qui corrupisset sui,idque ille sciret notum circumstantibus,“Places tibi” inquit “quia cui non debes places;sed non impune, quia cui debes non places.
Un servo arrogante, che aveva sedotto la mogliedel suo padrone, parlava male di Socrate, il qualeaveva appreso il fatto dai vicini: «Ti glori» disse«perché sei gradito a chi non dovresti, ma non senzarischio, perché non piaci a chi sarebbe giusto».
Mercurium hospitio mulieres olim duaeinliberali et sordido receperant;quarum una in cunis parvum habebat filium,quaestus placebat alteri meretricius.Ergo ut referret gratiam officiis parem,abiturus et iam limen excedens ait:“Deum videtis; tribuam vobis protinusquod quaeque optarit.” Mater suppliciter rogatbarbatum ut v...
Due coabitanti avevano accolto Mercurio nella lorocasa povera e lercia. Una delle due teneva un bimbonella culla, l’altra esercitava il meretricio.Pertanto, volendo quello rendersi utile per ricambiarela loro ospitalità, mentre s’avviava verso l’uscio, disse:«Vi trovate di fronte a un dio e subito potròconcedervi ciò c...
Quidam immolasset verrem cum sancto Herculi,cui pro salute votum debebat sua,asello iussit reliquias poni hordei.Quas aspernatus ille sic locutus est:“Libenter istum prorsus adpeterem cibum,nisi qui nutritus illo est iugulatus foret.”Huius respectu fabulae deterritus,periculosum semper vitavi lucrum.Sed dicis: “Qui rap...
Un uomo immolò un porco al sacro Ercole;a cui doveva un voto per la propria salute. Ordinòche i resti dell’orzo andassero all’asino. Quello rifiutòdicendo: «Mangerei assai volentieri il puro cibose colui che se ne è nutrito non fosse stato sgozzato».Dissuaso dalla morale di questa favola, ho sempreevitato il guadagno r...
Calvi momordit musca nudatum caput, quam opprimere captans alapam sibi duxit gravem. Tunc illa inridens: "Punctum volucris parvulae voluisti morte ulcisci; quid facies tibi, iniuriae qui addideris contumeliam?" Respondit: "Mecum facile redeo in gratiam, quia non fuisse mentem laedendi scio. Sed te, contempti generis an...
La mosca morse il capo spoglio di un calvo, che cercando di ammazzarla si diede un forte colpo. Dunque questa ridendo: “Hai voluto vendicare con il decesso la puntura d’un insetto piccolo; che fai per te, che all'oltraggio hai sommato la beffa?” Risponde: “Con me semplicemente ritorno in amicizia, perché so che non vi ...
In principatu commutando, saepiusnil praeter domini nomen mutant pauperes.id esse verum parva haec fabella indicat.Asellum in prato timidum pascebat senex.Is hostium clamore subito territussuadebat asino fugere ne possent capi.At ille lentus: "Quaeso, num binas mihiclitellas impositurum victorem putas?".Senex negavit. ...
Nel cambiare governo, troppo spesso i poveri non cambiano nulla tranne il nome del padrone. Questa favoletta dimostra che questo è vero. Un vecchio timoroso pascolava un asinello nel prato. Quello atterrito dall'improvviso arrivo dei nemici, persuadeva l'asino a fuggire per non essere catturati. Ma quello calmo: "Per f...
Cum castitatem Iuno laudaret suam,iocunditatis causa non renuit Venus,nullamque ut affirmaret esse illi pareminterrogasse sic gallinam dicitur:“Dic, sodes, quanto possis satiari cibo?”Respondit illa “Quidquid dederis, satis erit,sic ut concedas pedibus aliquid scalpere.”“Ne scalpas” inquit “satis est modius tritici?“Pl...
Giunone si gloriava per la sua castità, Venere non rinunciòa un’occasione di giocondità e per dimostrarle che nessunola poteva uguagliare, interrogò la gallina, come si racconta.«Ti prego, dimmi: quanto cibo occorre perchétu possa saziarti?». E quella: «Ciò che midarai mi sarà sufficiente, purché tumi permetta di gratt...
Cursu volucri, pendens in novacula,calvus, comosa fronte, nudo corpore,quem si occuparis, teneas, elapsum semelnon ipse possit Iuppiter reprehendere,occasionem rerum significat brevem.Effectus impediret ne segnis mora,finxere antiqui talem effigiem Temporis.
Corridore alato, sospeso sul filo di un rasoio,calvo, con la fronte cosparsa di peli, con la nucanuda (se riesci a fermarlo, tienilo stretto, ma unavolta ch’è scappato non può riprenderlo lo stessoGiove) rappresenta la fugacità delle cose.Gli antichi così raffigurarono il tempo, perchéil lento indugio non rendesse vano...
Homo in periclum simul ac venit callidus,reperire effugium quaerit alterius malo.Cum decidisset vulpes in puteum insciaet altiore clauderetur margine,devenit hircus sitiens in eundem locum.Simul rogavit, esset an dulcis liquoret copiosus, illa fraudem moliens:“Descende, amice; tanta bonitas est aquae,voluptas ut satiar...
L’uomo astuto, appena sente che è in pericolo,è abituato a trovare scampo a danno degli altri.Mentre una volpe distratta era precipitata in un pozzoe vi restava imprigionata, data la sponda alta,un caprone assetato capitò in quello stessoluogo; subito le chiese se l’acqua fosse buonae abbondante. E la volpe, ingannando...
Periculosum est credere et non credere.Utriusque exemplum breviter adponam rei.Hippolytus obiit, quia novercae creditum est;Cassandrae quia non creditum, ruit Ilium.Ergo exploranda est veritas multum, priusquam stulte prava iudicet sententia.Sed, fabulosam ne vetustatem eleves,narrabo tibi memoria quod factum est mea.M...
È un rischio credere e anche non credere.Esporrò brevemente un esempio per l’uno e l’altro caso.Ippolito morì perché la sua matrigna fu creduta;Cassandra non fu creduta e Troia andò in macerie.Per questo occorre esaminare a fondo la verità,prima che una sentenza iniqua giudichi stoltamente.Ma per non attingere a storie...
Consilia qui dant prava cautis hominibuset perdunt operam et deridentur turpiter.Canes currentes bibere in Nilo flumine,a corcodillis ne rapiantur, traditum est.Igitur cum currens bibere coepisset canis,sic corcodillus 'Quamlibet lambe otio,noli vereri'. At ille 'Facerem mehercules,nisi esse scirem carnis te cupidum me...
Quelli che offrono brutti consigli agli uomini prudenti perdono tempo e vengono presi in giro in modo turpe. Si dice che i cani correndo bevevano nel fiume Nilo, per non venir catturati dai coccodrilli. Dunque un cane avendo iniziato a bere correndo, così il coccodrillo « Bevi in modo sereno quanto vuoi, non aver paura...
Contra potentes nemo est munitus satis;si vero accessit consiliator maleficus,vis et nequitia quicquid oppugnant, ruit.Aquila in sublime sustulit testudinem:quae cum abdidisset cornea corpus domo,nec ullo pacto laedi posset condita,venit per auras cornix, et propter volans«Opimam sane praedam rapuisti unguibus;sed, nis...
Nessuno è abbastanza al sicuro contro i potenti;poi, se v’è tra i piedi un consigliere maligno,qualunque cosa combattano la violenza e la crudeltàva in rovina. Un’aquila trasse in alto una tartaruga.Questa si nascose nel suo guscio corneo affinché non potesseessere danneggiata in nessun modo. Comparve per l’aria unacor...
Muli gravati sarcinis ibant duo:unus ferebat fiscos cum pecunia,alter tumentis multo saccos hordeo.Ille onere dives celsa cervice eminens,clarumque collo iactans tintinabulum;comes quieto sequitur et placido gradu.Subito latrones ex insidiis advolant,interque caedem ferro ditem sauciant:diripiunt nummos, neglegunt vile...
Due muli camminavano, carichi di sacche; uno portava delle sacche di denaro, l'altro sacche piene zeppe di molto orzo. Il primo, ricco, che sporgeva con il collo fiero per il carico, e che, altezzoso, scuoteva con il collo il "sonaglio"; il compagno lo segue con passo lento e tranquillo. Improvvisamente da un'imboscata...
Aesopus auctor quam materiam repperit,hanc ego polivi1 versibus senariis.Duplex libelli dos est: quod risum movet,et quod prudenti vitam consilio monet.Calumniari si quis autem voluerit,quod arbores loquantur, non tantum ferae,fictis iocari nos meminerit fabulis.”
Ho raffinato con versi senari, gli argomentiche l’autore Esopo inventò. Duplice è la dotedel libretto, perché sprigiona il riso e perchétempra l’esistenza con savia prudenza. Se qualcunopoi avrà da ridire sul fatto che sono gli alberia parlare, non solamente le bestie, tenga a menteche ci siamo svagati con racconti imm...
Eunuchus litigabat cum quodam improbo,qui super obscena dicta et petulans iurgiumdamnum insectatus est amissi corporis.«En» ait «hoc unum est cur laborem validius,integritatis testes quia desunt mihi.Sed quid Fortunae, stulte, delictum arguis?Id demum est homini turpe quod meruit pati.
Un eunuco litigava con un tale malvagioil quale, oltre alle parole oscene, con arroganzasi accaniva sulla menomazione del suo corpo mutilato.Si difese quello: «L’unico difetto per cui mi tormento moltoè perché mi mancano i testimoni dell’integrità, ma perché,stolto, mi accusi per un delitto della malasorte?È vergognoso...
Numquam est fidelis cum potente societas:testatur haes fabella propositum meum.Vacca et capella et patiens ovis iniuriaeSocii fuere cum leone in saltibus.Hi cum sepissent cervum vasti corporis,sic est locutu partibus factis leo:"Ego primam tollo, nomina quia leo;secundam, quia sum socius, tribuetis mihi;tum, quia plus ...
Non c'è mai un'alleanza sicura con un prepotente: questa favoletta dimostra la mia premessa. Una mucca e una capretta e una pecora, che tollera l'offesa, furono socie con un leone nei boschi. Avendo questi preso un cervo dalla grande corporatura, il leone parlò così, dopo che furono fatte le parti: "io prendo la prima ...
Stultum consilium non modo effectu caret,sed ad perniciem quoque mortalis devocat.Corium depressum in fluvio viderunt canes.Id ut comesse extractum possent facilius,aquam coepere ebibere: sed rupti priusperiere quam quod petierant contingerent.
Un consiglio sciocco non solo è privo di risultato, ma conduce i mortali anche alla rovina. Dei cani videro nel fiume una pelle di animale messa a mollo. Per poterla più facilmente mangiarla (una volta) estratta, cominciarono a bere l’acqua: ma morirono scoppiati prima di poter toccare quello che cercavano.
Aesopi ingenio statuam posuere Attici, servumque collocarunt aeterna in basi, patere honoris scirent ut cuncti viam nec generi tribui sed virtuti gloriam. Quoniam occuparat alter ut primus foret, ne solus esset, studui, quod superfuit. nec haec invidia, verum est aemulatio. quodsi labori faverit Latium meo, plures habe...
All'ingegno di Esopo gli Attici fecero una statua, e misero un servo nella eterna base, affinché tutti comprendessero che la strada dell’onore è aperta e la fama non si dà alla famiglia bensì alla virtù. Siccome un altro aveva sorpassato per esser primo, affinché non fosse solo, mi impegnai, per quel che rimase. Né que...
Papilio vespam prope volantem viderat:“O sortem iniquam! Dum vivebant corpora,quorum ex reliquiis animam nos accepimus,ego eloquens in pace, fortis proeliis,arte omni princeps inter aequalis fui;en cuncta levitas putris et volito cinis.Tu, qui fuisti mulus clitellarius,quemcumque visum est laedis infixo aculeo.”At vesp...
Una farfalla, librandosi qua e là, apostrofavauna vespa: «O sorte ostile! Mentre respiravano i corpidai resti dei quali abbiamo ricevuto l’anima, io fui eloquentein pace, forte nelle battaglie e, tra i miei uguali,principe in ogni sapere.Ecco ora sono leggerezza polverosae cenere svolazzante, mi libro qua e là! Tu che ...
Anus iacere vidit epotam amphoram,adhuc Falerna faece e testa nobiliodorem quae iucundum late spargeret.Hunc postquam totis avida traxit naribus:"O suavis anima, quale in te dicam bonumantehac fuisse, tales cum sint reliquiae!"Hoc quo pertineat dicet qui me noverit.
Una anziana notò giacere una anfora svuotata, che diffondeva ancora intorno per la feccia di Falerno dal nobile coccio un profumo gradevole. Dopo che avida lo tirò con tutte le narici : ”Oh animo sublime, quale affermerò che fu il bene in te prima, essendo così gli avanzi.” Chi mi avrà conosciuto affermerà a cosa è per...
Fraudator homines cum advocat sponsum improbos, non rem expedire, sed malum ordiri expetit. Ovem rogabat cervus modium tritici, lupo sponsore. At illa, praemetuens dolum, 'Rapere atque abire semper adsuevit lupus; tu de conspectu fugere veloci impetu. Ubi vos requiram, cum dies advenerit? '
Quando un fraudolento invoca dei cattivi per testimoniare,prova non di sciogliere la cosa, bensì compiere un male. Il cervo domandava alla pecora un moggio di grano, assicurante il lupo. Però quella, capendo la trappola, «Il lupo è sempre solito rubare e fuggire ; tu a scappare dalla vista con una marcia rapida. Ove vi...
Laceratus quidam morsu vehementis canis,tinctum cruore panem misit malefico,audierat esse quod remedium vulneris.Tunc sic Aesopus: 'Noli coram pluribushoc facere canibus, ne nos vivos devorent,cum scierint esse tale culpae praemium'.Successus improborum plures allicit.
Un tale ferito dal morso di un cane impetuoso, lanciò pane immerso nel sangue alla canaglia, avendo sentito che era quello il rimedio della lacerazione. Allora così Esopo: “Non fare codesto dinnanzi a molti cani, affinché non ci mangino vivi, avendo saputo esser questo il premio della colpa”. Il successo dei cattivi at...
Athenae cum florerent aequis legibus,procax libertas civitatem miscuit,frenumque solvit pristinum licentia.Hic conspiratis factionum partibusarcem tyrannus occupat Pisistratus4.Cum tristem servitutem flerent Attici,non quia crudelis ille, sed quoniam graveomne insuetis onus, et coepissent queri,Aesopus talem tum fabell...
Quando Atene splendeva per le sue leggi democratiche,un’eccessiva libertà sconvolse la Cittàe la licenziosità sciolse l’antico freno. A seguitodi una cospirazione fra i capi dei partiti, il tiranno Pisistratoespugna l’Acropoli. Poiché gli Ateniesi piangevano l’odiosaservitù, non perché quello fosse spietato, ma perchég...
Barbam capellae cum impetrassent ab Iove,hirci maerentes indignari coeperuntquod dignitatem feminae aequassent suam.“Sinite,” inquit, “illas gloria vana fruiet usurpare vestri ornatum muneris,pares dum non sint vestrae fortitudini.”Hoc argumentum monet ut sustineas tibihabitu esse similes qui sunt virtute impares.
Dal momento che le capre riuscirono ad avere da Giovela barba, i caproni, addolorati, cominciarono a irritarsipoiché le femmine avevano raggiunto una dignità pari allaloro. «Lasciate» disse «che queste godanodi una gloria inutile e usurpino l’ornamentoproprio del vostro grado, purché non siano pari a voinella forza». T...
Nihil agere quod non prosit fabella indicat.Formica et musca contendebant acriter,quae pluris esset. Musca sic coepit prior:“Conferre nostris tu potes te laudibus?Moror inter aras, templa perlustro deum;ubi immolatur, exta praegusto omnia;in capite regis sedeo cum visum est mihi,et matronarum casta delibo oscula;laboro...
La favola insegna che non va fatto nulla che non sia utile.Con accanimento, la formica e la mosca discutevanosu chi dei due contasse di più. La mosca incominciòper prima a parlare: «Tu puoi competere con i mieipregi? Indugio tra gli altari, perlustro i templidegli dèi; dove si compie un sacrificio, pregustotutte le vis...
Quam dulcis sit libertas breviter proloquar.Cani perpasto macie confectus lupusforte occurrit; dein, salutati invicemut restiterunt, "Unde sic, quaeso, nites?Aut quo cibo fecisti tantum corporis?Ego, qui sum longe fortior, pereo fame."Canis simpliciter: "Eadem est condicio tibi,praestare domino si par officium potes"."...
Quanto sia dolce la libertà lo dirò brevemente. Un giorno un lupo emaciato dalla fame incontrò un cane ben pasciuto. Fermatisi, dopo essersi salutati: "Dimmi, come fai ad essere così bello? Con quale cibo sei ingrassato tanto? Io che sono di gran lunga più forte, muoio di fame". Il cane schiettamente: "Puoi stare così ...
Cum venatorem celeri pede fugeret lepuset a bubulco visus veprem inreperet:“Per te oro superos perque spes omnes tuas,ne me indices, bubulce; nihil umquam malihuic agro feci.” Et rusticus: “Ne timueris;late securus.” Iamque venator sequens:“Quaeso, bubulce, numquid huc venit lepus?”“Venit, sed abiit hac ad laevam,” et ...
Una lepre, mentre fuggiva a zampe levate da un cacciatoreche la inseguiva, si rifugiò in un cespuglio, ma un bifolcola scorse: «Ti scongiuro, per tutti gli dèi e per tutto ciòche desideri, di non farmi scoprire, bifolco; giammaiho danneggiato questo campo». E il campagnolo: «Non temere,rimani nascosta al sicuro». E già...
Vulgare amici nomen sed rara est fides.Cum parvas aedes sibi fundasset Socratescuius non fugio mortem si famam adsequar,et cedo invidiae dummodo absolvar cinis,ex populo sic nescioquis, ut fieri solet:"Quaeso, tam angustam talis vir ponis domum?""Utinam" inquit "veris hanc amicis impleam!"
Il nome di amico è comune, però la fiducia é rara. Avendo Socrate edificato per sé una modesta dimora,non declino la sua morte se ne ottenessi la gloria, e cedo all’invidia se venga assolto come cenere, allora un non so chi dal popolo, come è consueto succedere: ”Supplico, un certo uomo fai una casa così modesta?” ”Vol...
Apes in alta fecerant quercu favos.Hos fuci inertes esse dicebant suos.Lis ad forum deducta est, vespa iudice;quae, genus utrumque nosset cum pulcherrime,legem duabus hanc proposuit partibus:«Non inconveniens corpus et par est color,in dubium plane res ut merito venerit.Sed, ne religio peccet inprudens mea,alvos accipi...
Su un’alta quercia, le api avevano fattoi favi; gli inerti fuchi li reclamavano come propri.La lite finì in tribunale, giudice la vespa.Questa, che conosceva tanto bene l’una e l’altraspecie, propose questa condizione alle due parti:«Il corpo non differisce, medesimo è il coloree così logicamente il caso è assai dubbio...
Canes effugere cum iam non possit fiber(Graeci loquaces quem dixerunt castoremet indiderunt bestiae nomen dei,illi qui iactant se verborum copia),abripere morsu fertur testiculos sibi,quia propter illos sentiat sese peti.Divina quod ratione fieri non negem;venator namque simul invenit remedium,omittit ipsum persequi et...
Quando il castoro ormai non può più sfuggire ai cani(i greci loquaci, che vantano una doviziadi parole, lo chiamarono Castoro e attribuironoalla bestia il nome di un dio) si strappai testicoli con un morso, così si racconta,in quanto avverte il motivo per cui è inseguito.Non nego che ciò avviene per una ragione divina;...
Angusto in aditu taurus luctans cornibusCum vix intrare posset ad praesepia,Monstrabat vitulus quo se pacto plecteret.“Tace” inquit “ante hoc novi quam tu natus es”.Qui doctiorem emendat sibi dici putet.
Un toro per passare alla sua greppia scornava in un passaggio troppo angusto; un vitello piegandosi cercava di indicargli come fare. "Taci" . "Non eri nato e lo sapevo". Lo faccia suo chi sgrida uno più esperto.
Olim quas vellent esse in tutela suadivi legerunt arbores. Quercus Iovi,at myrtus Veneri placuit, Phoebo laurea,pinus Cybebae, populus celsa Herculi.Minerva admirans quare steriles sumerentinterrogavit. Causam dixit Iuppiter:«Honorem fructu ne videamur vendere.»«At mehercules narrabit quod quis voluerit,oliva nobis pro...
Un tempo gli dèi si scelsero gli alberi che volevanotutelare: Giove scelse la quercia, Venere il mirto,Febo l’alloro, Cibele il pino ed Ercole l’altopioppo. Minerva, meravigliata, chiese come maiquella scelta di alberi sterili. Giove spiegòil motivo: «Perché non sembri che noi barattiamol’onore con il frutto». «Ma, per...
Si quando in silvis urso desunt copiae,scopulosum ad litus currit et prendens petrampilosa crura sensim demittit vado;quorum inter villos haeserunt cancri simul,in terram adsiliens excutit praedam maris,escaque fruitur passim collecta vafer.Ergo etiam stultis acuit ingenium fames.
Quando all’orso viene meno il cibo nel boscosi precipita verso il lido scoglioso e, aggrappandosia una roccia, un po’ per volta, si adagia nel guadocon le pelose zampe;appena s’impigliano i gamberitra i peli, trascina a riva la preda marina, se la scuotedi dosso e il furbo si sazia con il cibo raccolto un po’ per volta...
Inter capellas agno palanti canis«Stulte» inquit «erras; non est hic mater tua.»Ovesque segregatas ostendit procul.«Non illam quaero quae cum libitum est concipit,dein portat onus ignotum certis mensibus,novissime prolapsam effundit sarcinam;verum illam quae me nutrit admoto ubere,fraudatque natos lacte ne desit mihi.»...
Disse il cane a un agnello che belava tra le capre:«Sciocco, sbagli, tua madre non si trova qui» e gli fecevedere le pecore sparse lontano. «Non inseguocolei che per suo piacere concepisce, e quindi sopportaun peso sconosciuto per mesi, e infine espelle il fardello;inseguo la pecora che mi sazia porgendomi le mammellee...
In sterquilino pullus gallinaceusDum quaerit escam, margaritam repperit."Iaces indigno quanta res" inquit "loco.Hoc si quis pretii cupidus vidisset tui,Olim redisses ad splendorem pristinum.Ego quod te inveni, potior cui multo est cibus,Nec tibi prodesse nec mihi quicquam potest".Hoc illis narro, qui me non intellegunt...
In un letamaio un piccolo gallettomentre cercava cibo, trovò una perla."Tu così bella giaci, dice, in luogo indegno!Se uno avido del tuo prezzo avesse visto ciò,una saresti goà ritornata all'antico splendore.Io perché ti ho trovato, del quale il cibo è molto più importante,non può giovare per nulla né a me né a te."Nar...
Quamvis sublimes debent humiles metuere,vindicta docili quia patet sollertiae.Vulpinos catulos aquila quondam sustulit,nidoque posuit pullis escam ut carperent.Hanc persecuta mater orare incipit,ne tantum miserae luctum importaret sibi.Contempsit illa, tuta quippe ipso loco.Vulpes ab ara rapuit ardentem facem,totamque ...
I superbi devono temere moltissimo gli umili, pociché la vendetta è esposta a una duttile furbizia. Una volta un'aquila catturò dei piccoli volpini e li adagiò sul nido per i (suoi) pulicini affinché (li) beccassero. Mamma volpe, che aveva seguito questa, cominciò a supplicar(la) di non arrecare a (lei) infelice un cos...
Inops, potentem dum vult imitari, perit.In prato qundam rana conspexit bovemEt tacta invidia tantae magnitudinisRugosam inflavit pellem: tum natos suosInterrogavit, an bove esse latior.Ille negaverunt. Rursus intendit cutemMaiore nisu et simili quaesivit modo,Quis maior esset. Illi dixerunt bovem.Novissime indignata, d...
Il debole, quando vuole imitare il potente, perisce. Una volta una rana vide in un prato un bue e colpita dall'invidia per una tale grandezza gonfiò la pelle rugosa: poi chiese ai suoi piccoli, se fosse più grande del bue. Quelli negarono. Nuovamente tese la pelle con uno sforzo maggiore e in modo simile chiese, chi fo...
Nulli nocendum: si quis vero laeserit,multandum simili iure fabella admonet.Vulpes ad cenam dicitur ciconiamprior invitasse et illi in patina liquidamposuisse sorbitionem, quam nullo modogustare esuriens potuerit ciconia.Quae vulpem cum revocasset, intrito ciboplenam lagonam posuit: huic rostrum inserenssatiatur ipsa e...
Non si deve nuocere a nessuno: ma se qualcuno l’ avrà fatto, la favoletta avverte che dovrà essere punito con simile diritto. Si racconta che la volpe per prima avesse invitato a pranzo la cicogna e le avesse imbandito, in un piatto un brodo liquido, che la cicogna, affamata, in nessun modo poté assaggiare.Questa, aven...
Numquam est fidelis cum potente societas: testatur haec fabella propositum meum. Vacca et capella et patiens ovis iniuriae socii fuere cum leone in saltibus. Hi cum cepissent cervum vasti corporis, sic est locutus, partibus factis, leo: "ego primam tollo, nominor quoniam leo: secundam, quia sum socius, tribuetis mihi; ...
L’alleanza coi prepotenti non è mai sicura Questa favoletta dimostra la mia premessa. ...
Plerumque stulti, risum dum captant levem,gravi destringunt alios contumelia,et sibi nocivum concitant periculum.Asellus apro cum fuisset obvius,‘Salve’ inquit ‘frater’. Ille indignans repudiatofficium, et quaerit cur sic mentiri velit?Asinus demisso pene ‘Similem si negastibi me esse, certe simile est hoc rostro tuo’....
Sono soprattutto gli sciocchi che, cercando di suscitareil riso, offendono gli altri gravemente e si caccianoin un brutto pericolo. Un asinello, avendo incontratoun cinghiale: «Ti saluto, fratello» gli disse. E quello,offeso, rigettò il saluto chiedendogli perchémentisse in quel modo. L’asino, con il membro floscio:«Se...
Repente liberalis stultis gratus est,verum peritis inritos tendit dolos.Nocturnus cum fur panem misisset cani,obiecto temptans an cibo posset capi,‘Heus’, inquit ‘linguam vis meam praecludere,ne latrem pro re domini? Multum falleris.Namque ista subita me iubet benignitasvigilare, facias ne mea culpa lucrum’.
Colui che d’improvviso è generoso riescegradito agli sciocchi, ma tende insidie vaneagli accorti. Un ladro notturno buttò a un cane, sperandodi ammansirlo con il cibo, un po’ di pane: «Sul serio» la bestiadisse «tu vorresti frenare la mia lingua perchénon abbai per la roba del padrone? Ti sbagli alla grande,perché ques...
Opes invisae merito sunt forti viro,quia dives arca veram laudem intercipit.Caelo receptus propter virtutem Hercules,cum gratulantes persalutasset deos,veniente Pluto, qui Fortunae est filius,avertit oculos. Causam quaesivit Pater.“Odi” inquit “illum quia malis amicus estsimulque obiecto cuncta corrumpit lucro.
Le ricchezze sono odiose a ragione all’uomo di valore,in quanto uno scrigno pieno d’oro impedisce la vera gloria.Ercole, accolto in cielo per la sua virtù, dopoaver salutato gli dèi che si congratulavano con lui, alla vistadi Pluto, figlio della Fortuna, si voltò dall’altra parte.Chiese il motivo suo padre: «Lo detesto...
Vicini furis celebres vidit nuptiasAesopus et continuo narrare incipit:Uxorem quondam Sol cum vellet ducere,Clamorem ranae sustulere ad sidera.Convicio permotus quaerit IuppiterCausam querelae. Quaedam tum stagni incola:«Nunc» inquit «omnes unus exurit lacusCogitque miseras arida sede emori.Quidnam futurum est, si crea...
Esopo vide le nozze gremite di un vicino brigante, e immediatamente inizia a narrare: “Un giorno volendo il Sole prendere moglie, le rane elevarono un urlo alle stelle. Colpito dal clamore Giove domanda il motivo del lamento. Quindi una abitante dello stagno “Adesso, affermò, un unico arde tutti i laghi, e obbliga le p...
Amittit merito proprium qui alienum adpetit.Canis, per fluvium carnem cum ferret,natans lympharum in speculo vidit simulacrum suum,aliamque praedam ab altero ferri putanseripere voluit; verum decepta aviditaset quem tenebat ore dimisit cibum,nec quem petebat adeo potuit tangere.
Perde giustamente il proprio chi brama l’altrui. Un cane, mentre trasportava la carne sul fiume, nuotando notò nel riflesso delle acque la sua immagine, e credendo che un’altra preda venisse trasportata da un altro volle prenderla; però l’avidità fuorviata perse pure il cibo che afferrava con la bocca, né poté così ott...
Musca in temone sedit et mulam increpans«Quam tarda es» inquit «non vis citius progredi?Vide ne dolone collum conpungam tibi.»Respondit illa: «Verbis non moveor tuis;sed istum timeo sella qui prima sedenscursum flagello temperat lento meum,et ora frenis continet spumantibus.quapropter aufer frivolam insolentiam;nam et ...
Una mosca si posò sul timone d’un carro e rimbrottandola mula: «Come sei moscia!» disse. «Non vuoi mettertia trottare? Stai attenta a non pungerti il collocon il mio pungiglione». La mula, di rimando: «Parole,le tue, che non mi pungono; io ho timore, piuttosto,di questo qui che, sedendo avanti, governa il mio dorsocon ...
Qui se laudari gaudet verbis subdolis, sera dat poenas turpi paenitentia. Cum de fenestra corvus raptum caseum comesse vellet, celsa residens arbore, vulpes hunc invidit, deinde sic coepit loqui: "O qui tuarum, corve, pinnarum est nitor! Quantum decoris corpore et vultu geris! Si vocem haberes, nulla prior ales foret"....
Coloro che godono di venire elogiati con subdole parole, poi scontano la pena con misero pentimento. Quando un corvo voleva saziarsi con del formaggio preso da una finestra, sostando su un alto albero, una volpe lo notò, e quindi così iniziò a parlare: ”O Corvo, quale lucentezza è delle tue penne! Quanto di bello porti...
Est ardalionum quaedam Romae natio,trepide concursans, occupata in otio,gratis anhelans, multa agendo nil agens,sibi molesta et aliis odiosissima.hanc emendare, si tamen possum, volovera fabella; pretium est operae attendere.Caesar Tiberius2 cum petens Neapolimin Misenensem villam venisset suam,quae, monte summo posita...
Circola per Roma una razza di faccendoni, semprein moto e frettolosa, beata nel dolce far niente;si affanna gratuitamente, mentre crede di fare tanto,non conclude nulla; ed è di intralcio a se stessa e odiosa agli altri.Vorrei con questo racconto vero correggerla se solovi riuscissi. Il prezzo dell’opera sta nell’ascol...
Puerorum in turba quidam ludentem AtticusAesopum nucibus Cum vidisset, restitit,et quasi delirum risit. quod sensit simulderisor potius quam deridendus senex,arcum retensum posuit in media via:«Heus», inquit «sapiens, expedi quid fecerim».concurrit populus. ille se torquet diu,nec quaestionis positae causam intellegit;...
Un ateniese si accorse che Esopo giocava a nociin mezzo a una schiera di ragazzotti; si fermò e risecome un matto.Quando il vecchio, abituatopiù a deridere che a essere deriso, se ne accorse pose un arcoallentato in mezzo alla strada: «A te, sapientone» disse«spiegami il motivo di ciò!». La gente accorre.Quello si sfor...
Peras imposuit Iuppiter nobis duas:Propriis repletam vitiis post tergum dedit,Alienis ante pectus suspendit gravem.Hac re videre nostra mala non possumus,Alii simul deliquunt censores sumus.
Giove ci mise (sulle spalle) due bisacce: pose dietro la schiena la bisaccia piena dei propri difetti, sospese davnti al petto la pesante bisaccia dei vizi degli altri. A causa di ciò non possiamo vedere i nostri difetti, ma siamo censori (critici severi) non appena gli altri sbagliano.
Pendere ad lanium quidam vidit simiuminter relicuas merces atque opsonia;quaesivit quidnam saperet. Tum lanius iocans"Quale" inquit "caput est, talis praestatur sapor."Ridicule magis hoc dictum quam vere aestimo;quando et formosos saepe inveni pessimos,et turpi facie multos cognovi optimos.
Un tale vide appesa dal macellaio una scimmia tra le altre merci e provviste; chiese che sapore avesse. Allora il macellaio,scherzando: "Quale la testa" disse "tale il sapore, lo garantisco". Sono più ridicole che veraci queste parole ; io almeno cosi la penso; infatti i belli li ho spesso trovati malvagi; molti invece...
Quanta sit inconstantia et libido mulierum.Per aliquot annos quaedam dilectum virum amisit et sarchphago corpus condidit; a quo revelli nullo cum posset modo et in sepulchro lugens vitam degeret, claram assecuta est famam castae coniugis. Interea fanum qui compilarant Iovis, cruci suffixi luerunt poenas numini. Horum r...
Quanto sia grande la volubilità e la libidine delle donne.Una donna perse il marito, amato per diversi anni, e compose il corpo in un sarcofago; non potendo essere allontanata da esso in nessun modo e trascorrendo in lacrime la vita nel sepolcro ottenne la chiara fama di casta moglie.Nel frattempo alcuni, che avevano s...
Ad rivum eundem lupus et agnus venerant,Siti compulsi; superior stabat lupusLongeque inferior agnus. Tunc fauce improbaLatro incitatus iurgii causea intulit."Cur", inquit, "turbulentam fecisti mihiAquambibenti?". "Laniger contra timens:"Qui possum, quaeso, facere quod quereris, lupe?A te decurrit ad meos haustus liqour...
Un lupo e un agnello spinti dalla sete erano andati allo stesso ruscello; il lupo stava più in alto e l'agnello di gran lunga più in basso. Allora il prepotente spinto dalla gola malvagia portò un motivo di litigio. "Perché" disse "mi hai reso torbida l'acqua che bevo?". L'agnello come risposta disse temendo: "Come pos...
Ne gloriari libeat alienis bonis,suoque potius habitu vitam degere,Aesopus nobis hoc exemplum prodidit.Tumens inani graculus superbiapinnas, pavoni quae deciderant, sustulit,seque exornavit. Deinde, contemnens suosimmiscet se ut pavonum formoso gregiilli impudenti pinnas eripiunt avi,fugantque rostris. Male mulcatus gr...
Perché nessuno si glori dei meriti altruie l’esistenza completi secondo la proprianatura, Esopo ci ha lasciato questa scrittura.Gonfia di vana superbia, una cornacchiaraccolse le penne che andava perdendo un pavonee si abbellì. Poi, deridendo i suoi pari, s’intrufolòin una bella schiera di pavoni. A quellaspudorata, i ...
Quicumque turpi fraude semel innotuit,etiam si verum dicit, amittit fidem.Hoc adtestatur brevis Aesopi fabula.Lupus arguebat vulpem furti crimine;negabat illa se esse culpae proximam.Tunc iudex inter illos sedit simius.Uterque causam cum perorassent suam,dixisse fertur simius sententiam:'Tu non videris perdidisse quos ...
Chiunque una volta sola fu noto per un orribile imbroglio, pure se afferma il vero, perde la fiducia. Ciò dimostra la corta favola di Esopo. Il lupo accusava la volpe per il crimine di un furto; questa affermava di non essere vicina alla colpa. Dunque sedette come giudice fra loro la scimmia. Mentre l’uno e l’altro dif...
Cursu volucri, pendens in novacula,calvus, comosa fronte, nudo corpore,quem si occuparis, teneas, elapsum semelnon ipse possit Iuppiter reprehendere,occasionem rerum significat brevem.Effectus impediret ne segnis mora,finxere antiqui talem effigiem Temporis.
Corridore alato, sospeso sul filo di un rasoio,calvo, con la fronte cosparsa di peli, con la nucanuda (se riesci a fermarlo, tienilo stretto, ma unavolta ch’è scappato non può riprenderlo lo stessoGiove) rappresenta la fugacità delle cose.Gli antichi così raffigurarono il tempo, perchéil lento indugio non rendesse vano...
Mordaciorem qui improbo dente adpetit,hoc argumento se describi sentiat.In officinam fabri venit vipera.Haec, cum temptaret si qua res esset cibi,limam momordit. Illa contra contumax,“Quid me,” inquit, “stulta, dente captas laedere,omne adsuevi ferrum quae conrodere?
Chi morde con dente maligno uno ancora più mordace,sappia che si troverà descritto in quanto segue.Una vipera entrò nell’officina d’un fabbroe, mentre cercava se c’era qualcosa da mangiare,morse una lima. Quella, dura, dal canto suo, disse: «Perché,sciocchina, vuoi ferire con i denti proprio meche sono avvezza a rosicc...
Solet a despectis par referri gratia.Panthera inprudens olim in foveam decidit.Videre agrestes; alii fustes congerunt,alii onerant saxis; quidam contra miseritiperiturae quippe, quamvis nemo laederet,misere panem ut sustineret spiritum.Nox insecuta est; abeunt securi domum,quasi inventuri mortuam postridie.At illa, vir...
Chi è disprezzato suole contraccambiare con la stessa grazia.Una pantera imprudente precipitò un giorno in un fosso.I contadini la scorsero: alcuni la prendono a bastonate, altrile lanciano sassate; alcuni però, provando compassioneper quella che stava ormai per morire, anche se nessunol’avesse più ferita, le diedero d...
Humiles laborant ubi potentes dissident.Rana e palude pugnam taurorum intuens,'Heu, quanta nobis instat pernicies' ait.interrogata ab alia cur hoc diceret,de principatu cum illi certarent gregislongeque ab ipsis degerent vitam boves,'Sit statio separata ac diversum genus;expulsus regno nemoris qui profugerit,paludis in...
Gli umili soffrono, quando i potenti si trovano schierati in campi opposti. La rana osservando dalla palude un combattimento di tori: "ohime`, che flagello sta per venirci addosso!"esclamo. Interrogata da un`altra perche dicesse questo, mentre quelli si contendevano la signoria della mandria e per giunta, i bovini pass...
Nemo libenter recolit qui laesit locum. Instante partu mulier actis mensibus humi iacebat, flebilis gemitus ciens. Vir est hortatus, corpus lecto reciperet, onus naturae melius quo deponeret. "Minime - inquit - illo posse confido loco malum finiri quo conceptum est initio".
Nessuno ritorna volentieri nel luogo che lo ha danneggiato. Essendo il parto imminente, una donna, passati i mesi, giaceva a terra emettendo flebili lamenti. Il marito la esortò a mettere il suo corpo a letto affinché deponesse meglio il peso della natura. (Ella) disse: “Non confido affatto che il male possa finire nel...
Aesopus domino solus cum esset familia,parare cenam iussus est maturius.Ignem ergo quaerens aliquot lustravit domus,tandemque invenit ubi lacernam accenderet,tum circumeunti fuerat quod iter longiuseffecit brevius: namque recta per forumcoepit redire. Et quidam e turba garrulus:«Aesope, medio sole quid tu lumine?»«Homi...
A Esopo, che da solo costituiva la servitù del suo padrone,fu richiesto di preparare la cena al più presto.Bussò quindi, di casa in casa, cercando del fuocoe infine trovò come alimentare la sua lucerna;s’avviò, poi, abbreviando la strada, allungata mentres’era recato di qua e di là e tagliò direttamenteper il foro. Ma ...
Igitur Bruto Collatinoque ducibus et auctoribus, quibus ultionem sui moriens matrona mandaverat, populus Romanus ad vindicandum libertatis ac pudicitiae decus quodam quasi instinctu deorum concitatus regem repente destituit, bona diripit, agrum Marti suo consecrat, imperium in eosdem libertatis suae vindices transfert,...
Pertanto, sotto la guida e il comando di Bruto e di Collatino, a cui la matrona morente aveva affidato la sua vendetta, il popolo romano, spinto a rivendicare la libertà e quindi la dignità per così dire da una ispirazione divina, destituì il re di colpo, gli tolse il patrimonio, consacrò il territorio a Marte, suo pat...
Ebrius ac petulans, qui nullum forte cecidit,dat poenas […][...] sed quamvis inprobus annisatque mero fervens cavet hunc quem coccina laenavitari iubet et comitum longissimus ordo,multum praeterea flammarum et aenea lampas.me, quem luna solet deducere vel breve lumencandelae, cuius dispenso et tempero filum,contemnit. ...
Un ubriaco e petulante, che per caso non ha picchiato nessuno, si tormenta […]Ma anche se sfrontato per gli anni e ribollente di vino, evita un mantello rosso e un ordine lunghissimo di compagni, inoltre molte fiaccole e lampade di bronzo. L’ubriaco disprezza me, me che la luna è solita condurre o una luce modesta di u...
da testem Romae tam sanctum quam fuit hospesnuminis Idaei, procedat vel Numa vel quiservavit trepidam flagranti ex aede Minervam:protinus ad censum, de moribus ultima fietquaestio. "quot pascit servos? quot possidet agriiugera? quam multa magnaque paropside cenat?"quantum quisque sua nummorum servat in arca,tantum habe...
Presenta un testimone a Roma tanto rispettabile quanto fu l’ospite della divinità dell’ Ida […]Subito, al censo, l’ultima richiesta sarà riguardo ai suoi costumi: <Quanti servi mantiene? Quanti iugeri di terra possiede? Con quanto grandi e quanto numerose stoviglie cena?>. Ciascuno quanto conserva denaro nella sua cass...
Non possum ferre, Quirites,Graecam urbem. quamvis quota portio faecis Achaei?iam pridem Syrus in Tiberim defluxit Oronteset linguam et mores et cum tibicine chordasobliquas nec non gentilia tympana secumvexit et ad circum iussas prostare puellas.ite, quibus grata est picta lupa barbara mitra.rusticus ille tuus sumit tr...
Io non posso sopportare, o cittadini di Roma, una Roma greca, sebbene i greci siano una parte della feccia?Già da tempo l’Oronte della Siria è sfociato nel Tevere e ha trasportato con se sia la lingua sia i costumi sia le corde oblique con il flautista e i timpani gentili, le fanciulle comandate a restare al circo. Ava...
[...] Tanta feritas animorum erat, ut nec origini suae parcerent. Namque Lucani isdem legibus liberos suos quibus et Spartani instituere soliti erant. Quippe ab initio pubertatis in silvis inter pastores habebantur sine ministerio servili, sine veste, quam induerent vel cui incubarent, ut a primis annis duritiae parsim...
[...] Tanta era la ferocia del loro carattere che non avevano riguardo neppure della loro stirpe. Vediamo perché. I Lucani erano soliti educare i loro figli con le stesse regole con cui li educavano anche gli Spartani. Infatti fin dalla prima pubertà essi erano tenuti nei boschi in mezzo ai pastori senza l’assistenza d...
Administrationem rei publicae per ordines divisit: regibus potestatem bellorum, magistratibus iudicia et annuos successores, senatui custodiam legum, populo sublegendi senatum vel creandi quos vellet magistratus potestatem permisit. Fundos omnium aequaliter inter omnes divisit, ut aequata patrimonia neminem potentiorem...
Divise l'amministrazione dello stato per gradi: permise ai re la potestà delle guerre, ai magistrati la giustizia e i successori annui, al senato la custodia delle leggi, al popolo di nominare il senato o di creare, coloro che voleva, in potere della magistratura. Divise ugualmente i fondi di tutti fra tutti, affinché ...
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