diff --git "a/data/examples/la_prima_parte_della_via_appia.txt" "b/data/examples/la_prima_parte_della_via_appia.txt" deleted file mode 100644--- "a/data/examples/la_prima_parte_della_via_appia.txt" +++ /dev/null @@ -1,2692 +0,0 @@ -Title: La prima parte della Via Appia dalla Porta Capena a Boville / - descritta e dimostrata con i monumenti superstiti dal - commendatore L. Canina, in seguito delle regolari scavazioni e - lavori diversi eseguiti per lodevoli disposizioni del governo - pontificio dall'anno MDCCCL al MDCCCLIII, onde procurarne il - ristabilimento -Author: Canina, Luigi, 1795-1856. -Publisher: Roma : Nello stabil. tipogr. di G. A. Bertinelli, 1853. - -Find this book online: https://hdl.handle.net/2027/gri.ark:/13960/t8z94xf3r - -Digitized by: Getty Research Institute -Original from: Getty Research Institute - -This file was downloaded from HathiTrust Digital Library. -Find more books at https://www.hathitrust.org. - -Public Domain -https://www.hathitrust.org/the-collection/search-access/access-use-policy/#pd - -We have determined this work to be in the public domain, meaning that it is -not subject to copyright. Users are free to copy, use, and redistribute the -work in part or in whole. 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(#5) ################################################## - -V 1 A - - A P P I A - - PORTA CAPENA A BOVILLE - - MONUMENTI - - - -## p. (#6) ################################################## - - - -## p. (#7) ################################################## - -LA PRIMA PARTE - - DELLA VIA APPIA - - DALLA PORTA CAPENA A BOVILLE - - DESCRITTA E DIMOSTRATA CON I MONUMENTI SUPERSTITI - - DAL COMMENDATORE L. CANINA - - IN SEGUITO DELLE REGOLARI SCAVAZIONI E LAVORI DIVERSI - ESEGUITI PER LODEVOLI DISPOSIZIONI - - DEL GOVERNO PONTIFICIO - - dall’anno MDCCCL AL MDCCCL1II - - ONDE PROCURARNE IL RISTABILIMENTO - - VOLUME II. - - MONUMENTI - - ROMA - - NELLO STABI L. TIPOGR. DI G. A. BERT1NELLI. - - - -## p. (#8) ################################################## - - - -## p. (#9) ################################################## - -PREFAZIONE - - La parte dell’antica via Appia, che s’imprende ad illustrare in seguito - delle grandi scoperte fatte ultimamente, era non solamente meritevole di - quella grande celebrità, che venne ad acquistare sino dai tempi antichi, per - tutto ciò che concerne il suo stabilimento ed i grandi lavori che si dovet- - tero eseguire per mantenerla in piano agiato ed in linea retta più che fosse - possibile, in modo di essere perciò dichiarata la regina delle lunghe vie : ma - eziandio per la immensa quantità dei monumenti sepolcrali che stavano - collocati nei suoi lati. E forse per questa seconda particolarità doveva essere - anche più ammirabile; perchè non si può mai abbastanza estendere la imma- - ginazione per formarsi una idea della magnificenza e della importanza nel - tempo stesso che infatti essa riceveva per il collocamento dei suddetti monu- - menti. Si rendeva per tale oggetto certamente superiore ad ogni altra via - degli antichi, e perciò senza altro eguale esempio. Dalla porta Capena alle - adiacenze dell’ Arida, per circa sedici miglia di estensione , i monumenti se- - polcrali si congiungevano l’uno all’altro senza lasciare alcuno spazio intermedio - vuoto, ed anzi spesso nelle posizioni migliori, in vicinanza della città, stavano - collocati anche in doppia fda per ciascun lato. Di ciò ne sono palese prova - tanto le notizie che abbiamo dagli antichi, quanto i ritrovamenti che si fecero - per il passato, ed anche le reliquie superstiti sino al decimoquinto secolo, - come iu particolare si trova dichiarato dall Alberti nella sua descrizione di - questa parte dell’antico Lazio, facendo conoscere precisamente che per se- - dici miglia sussistevano rovine di antichi sepolcri lungo la via Appia. Ciò - eziandio si è reso anche più palese dopo le indicate grandi scavazioni, che - si sono imprese a fare per il ristabilimento della stessa parte dell’antica via - per lodevole disposizione del Governo Pontificio; giacché se non si sono - rinvenuti monumenti conservati, di ragguardevole importanza, oltre quei che - - - -## p. (#10) ################################################# - -VI - - PREFAZIONE. - - si conoscevano dalle reliquie superstiti, si scuoprirono però le fondamenta - di un gran numero di essi con alcuni avanzi della loro parte inferiore, che - si succedono lasciando solamente ristrettissimi spazj intermedii. Dai molti - cippi terminali rinvenuti si è conosciuto che lo spazio occupato dai sepol- - cri comuni si conteneva dai dodici ai sedici piedi di fronte per quattor- - dici ai ventiquattro verso l’agro; e non dovevano essere molti, come quello - di Cecilia Metella, che si stendeva su di un'area di cento piedi in quadrato, - e quello di Cotta che occupava un’area di centoventi piedi per ogni lato. - Così da queste notizie ben può credersi che nella estensione anzidetta di - sedici miglia nei due lati della via, anche considerandoli disposti su di una - sola fila, potevano capire per lo meno trenta mila sepolcri. - - In seguito di questo più nobile esempio delle pratiche, tenute dagli - antichi romani, ben può stabilirsi che essi seguirono un metodo tutto pro- - prio per il collocamento dei loro più cospicui sepolcri; poiché, mentre tutti - gli altri popoli più rinomati dell’antichità li ponevano in luoghi distinti in - modo da costituire quasi altre città, percui si solevano essi denominare necro- - poli, i romani invece li disponevano lungo le loro principali vie che ave- - vano principio dalle porte della città per essere proibito dalle leggi delle - dodici tavole di seppellire entro la cinta delle mura. Quindi da ciò ne - emergeva palese la spiegazione data da Varrone al vocabolo monumento - derivandola dall’uso di costruire i sepolcri lungo le vie, affinchè servissero di - ammonimento ai passeggieri quei che furono sepolti e ad essere essi stessi - mortali : Sic monimenla quae in sepulcris et ideo secundum viam, quo prae- - tereunhs admoneant et se fuisse et illos esse mortalis. Infatti, camminando - lungo tale via, poteva ciascuno essere istruito dalle iscrizioni poste sulla fron- - te dei sepolcri delle più importanti memorie che si riferivano ai personaggi - in essi seppelliti senza doverle ricercare in luoghi appartati. Metodo ve- - ramente lodevole e meritevole della maggior considerazione, e che dovette - cooperare a rendere grande il popolo romano sopra tutti gli altri popoli - dell’antichità. - - Prendendo ad esporre quanto si è giudicato necessario di aggiungere - alla parte descrittiva, esibita nel volume primo, non si reputa opportuno di - stendersi a considerare la varietà dei monumenti sepolcrali soliti a stabi- - lirsi dagli antichi romani, nè le diverse pratiche tenute da essi nel con- - servare le reliquie dei loro defunti; perchè se ne trovano ampie notizie - in ogni esposizione sulle antichità romane ed in particolare nel Capito- - lo XIV della Sezione III della mia grande opera sull’Architettura antica : - bensì si reputa necessario di non solamente far conoscere la particolare - - - -## p. (#11) ################################################# - -PREFAZIONE. - - VII - - l'orma e decorazione dei principali monumenti superstiti, ma ancora il - modo con cui veniva la via adornata con gli stessi monumenti. Quindi - per contenerci nei limiti attribuiti a questo scopo principale non si pren- - dono già ad esporre le particolarità di ciascun monumento ed anche quelle - reliquie disgiunte che sono tornate alla luce dalle enunciate grandi scoper- - te e che servono solo a far conoscere alcuni metodi di decorazione che sol- - tanto possono essere utili per confermare quanto già è dimostrato da molte - altre simili memorie. E nè per lo stesso oggetto si prendono ad esporre - i suddetti monumenti separatamente ed in modo parziale da non offrire - alcuna idea sulla congiunzione loro e sulla varietà che essi unitamente - presentavano. Ma sono limitate le ricerche a far conoscere come i più antichi - romani, anche prima dello stabilimento della via Appia , seguendo l’uso ve- - tusto di seppellire i cadaveri senza essere arsi sotto terra, formassero i prin- - cipali loro sepolcri, ove non eravi alcuna elevazione naturale di suolo, co- - me accadeva nella parte della via presa ad illustrare, a guisa di tumuli - secondo le pratiche tenute più comunemente dagli antichi popoli della vi- - cina Etruria; ed a servire a tale scopo si sono prescelti alcuni di siffatti mo- - numenti che ancora conservano in qualche modo la loro forma. Così col se- - polcro dei Scipioni si contesta l’uso che conservavano le più illustri famiglie - di seppellire i corpi interi quando già erano rese comuni le ustioni ■ con al- - cuni dei più conservali sepolcri, denominati colombarj, si dimostra fuso di - collocare le ceneri di diversi dei corpi arsi in minor spazio possibile ; e si- - milmente con altri esempj di sepolcri particolari si procura la maggior co- - noscenza del modo che si soleva tenere nel costruire i sepolcri per servire - a contenere depositi di simili reliquie. Inoltre si hanno molte memorie - ragguardevoli che danno conoscenza delle forme date ai sepolcri allorché nel - tempo medio dell’impero si cominciò a rendere più comune il vetusto uso - di seppellire i cadaveri entro grandi urne di marmo. Per altra parte poi - vi sono distinti monumenti che servono e dimostrare come primieramente - si costruissero i sepolcri con la pietra albana semplicemente impiegata in - massi quadrangolari, e successivamente come scolpissero in essa i più ri- - cercati ornamenti in particolare del genere dorico 5 come poscia, sempre - prima dell’epoca imperiale, s’impiegasse la pietra tiburtina, come venisse sino - dal principio dell’impero sostituito il marmo ed anche l’opera laterizia nella - costruzione degli stessi sepolcri; e come in fine si estendesse la decorazione - marmorea in più ampio modo e si decorassero le fronti dei sepolcri con - scolture figurate di ogni specie. Così contenendoci sempre su quanto si - rinviene lungo la parte della via Appia, presa ad illustrare, si hanno me- - - - -## p. (#12) ################################################# - -Vili - - PREFAZIONE. - - morie sufficenti per dimostrare le principali pratiche tenute dai romani nel- - l’edificare i loro monumenti sepolcrali. - - A servire però meglio allo scopo prefisso, ed a quanto fu esposto - nella parte descrittiva, non si prendono gli stessi monumenti ad esaminare - in ogni classe distinta, ma più possibilmente secondo l ordine con cui si tro- - vano essi esistere lungo la via. E per vieppiù giovare alla dimostrazione del - modo con cui veniva la medesima parte della via Appia adornata con tanta - varietà di monumenti sepolcrali, invece di prendere partitamente ad esa- - minare ciascuno di tali monumenti, si sono estese le esposizioni a rappre- - sentare prospetticamente tutti quelli che si trovano collocati da vicino. E - siffatta esposizione non si è limitala ad offrire l'aspetto dello stato di rovi- - na in cui si trovano ridotti: ma bensì si è estesa al confronto di quanto, - dopo lungo studio, fatto sulle reliquie discoperte, si è potuto dedurre per - determinare la loro intera forma e decorazione. Dal respottivo confronto, - che ne emerge da tali esposizioni, si può concepire una idea più palese di - quanto si sarebbe potuto ottenere da qualunque estesa descrizione; e nè per - dimostrare la sua utilità abbisognano altre dichiarazioni di quelle che possono - ottenersi da una semplice occhiata sulle stesse esposizioni. Non però si è - omesso di aggiungere alcuna dimostrazione topografica che serve a far co- - noscere il collegamento tra i diversi monumenti ed anche su di quei parti- - colari che si sono creduti necessarj a far conoscere la parziale collocazione - e la decorazione degli stessi monumenti ; e questa è collegata con la espo- - sizione topografica esibita nella seconda Appendice aggiunta al primo vo- - lume. Quindi alle tavole, che si sono destinate ad esibire siffatte esposi- - zioni monumentali, si premette una breve spiegazione precipuamente de- - stinata ad indicare i luoghi in cui furono eretti i diversi monumenti presi - a considerare nella parte descrittiva, ed il modo con cui vennero esposti - nelle tavole stesse tanto nel loro stato di rovina e loro più probabile intera - architettura, quanto nei respettivi particolari che si sono giudicati indispen- - sabili di far conoscere. - - - -## p. (#13) ################################################# - -SPIEGAZIONE DELLE TAVOLE - - RAPPRESENTANTI I PRINCIPALI MONUMENTI - - SCOPERTI LUNGO LA PRIMA PARTE - DELLA VIA APPIA - - L’ordine seguito nella esposizione dei monumenti, esibiti nelle enunciate - Tavole, è prossimamente quello stesso che fu tenuto nella descrizione della - medesima parte della via Appia di recente ristabilita, che viene riferita nel - Volume I; cioè quello che naturalmente emerge dal seguire l’andamento - della via da Roma a Boville. Così colla conservazione dell’ordine stesso, ot- - tenendosi di non essere più necessario di ripetere la medesima illustrazione, - ne emerge il grande benefizio di poter supplire a quanto si richiede all'occor- - renza con semplici citazioni delle Pagini, in cui particolarmente si contengono - le descrizioni dei monumenti esposti nelle distinte Tavole. Per la cono- - scenza poi della posizione respetliva degli stessi monumenti serve oppor- - tunamente tanto la pianta topografica esibita nelle due Tavole che stanno - inserite in fine del medesimo Volume I, quanto l’indicazione che costituisce - la terza Appendice. - - TAVOLA I. Veduta del luogo in cui stava collocata la vetusta porla - Capena tra la parte occidentale del Celio e l'orientale dell’Aventino. Su - detta parte del Celio appariscono le fabbriche della villa già Mattei con quelle - annesse al monastero dei PP. di S. Gregorio; e sull’Aventino la chiesa col - monastero di S. Balbina. Quindi nel mezzo la veduta dal Palatino si sten- - de sino al Vaticano. In corrispondenza di tale rappresentanza si è esposto - nella parte inferiore della Tavola tutto ciò che con più probabilità può cre- - dersi avere esistito nel luogo stesso, come viene dimostrato nella pianta de- - lineata nella parte media. I monumenti, che appariscono in tale esposizione - sono descritti dalla Pag. 33 alla 44- del Volume I ; e tra essi si distingue - principalmente la porta Capena esistente nelle mura di Servio, che dal Ce- - lio trapassavano sull’Avenlino in tale ristretta valle, gli acquedotti dell’Ap- - pia e della Marcia che erano stati stabiliti sopra la stessa porta ; ed il - Settizonio con gli altri edifizj del Palatino nel fondo. Quindi nel d’avanti - da un lato apparisce il portico delle terme Antoniniane che corrisponde- - - - -## p. (#14) ################################################# - -ANTICA VIA APPIA. - - 10 - - va lungo la via Nuova , la quale a guisa di un' ampia area si dilatava sino - alla via Appia ; e dall’altro lato vi corrispondono i lempj delle Camene e - dell’Onore e della Virtù. - - TAVOLA IL In simil modo della precedente Tavola si è esposta nella - parte superiore dell’enunciata la veduta della località che attualmente si - presenta progredendo lungo la via Appia prima di uscire dalla porta di - S. Sebastiano e da vicino al sepolcro dei Scipioni, sul quale s’innalza il - casino della vigna Sassi. E nella parte inferiore si esibisce la corrispon- - dente veduta di tutto ciò che doveva esistere anticamente nel luogo stesso a - norma della descrizione riferita dalla Pag. 46 alla 52 ; cioè principalmente - in un lato il sepolcro celebre dei Scipioni che corrispondeva lungo la via - trasversale che dall’ Appia metteva alla Latina 5 e quindi alcuni dei mol- - tissimi colombaj che si sono scoperti nella vigna Codini con nel fondo - l’arco di Druso e la porta Appia. Nel lato opposto corrisponde un grande mo- - numento sepolcrale, di cui avanzano reliquie nella vigna Casali. Nel mez- - zo di tali due vedute poi è esibita una dimostrazione topografica di tutto ciò - che si trova avere corrisposto lungo la via Appia da vicino al luogo in cui - esiste il sepolcro dei Scipioni a quello occupato dal sepolcro di Priscilla - posto vicino al fiumicello Alinone. Per offrire poi una palese dimostrazione - del modo impiegato dagli antichi per ridurre in piano il clivo di Marte, che - si trovava compreso nell’ indicata parte di via, come vedesi dichiarato nella - ben nota iscrizione rinvenuta da vicino al casino della vigna Naro, si è - tracciata sopra alla detta pianta topografica una sezione presa lungo la me- - desima parte della via Appia. In essa con semplici linee si è indicato su- - periormente l’elevazione che era portata primieramente a salire il clivo per - superare il colle che si frapponeva al transito della via stessa da vicino - al luogo in cui poscia fu stabilita la porta Appia, sul quale stavano collo- - cati gli anzidettì moltissimi sepolcri comuni 5 ed inferiormente con determina- - zione di tinta si è indicato l abbassamento fatto per ottenere il suddetto spia- - namento che fu portato sino al suolo su cui fu poscia eretto l’arco di Dru- - so, tagliando il colle in circa per tanta altezza quanta s’innalza lo stesso - arco, come se ne diede spiegazione alle Pag. 57, 58 e 59. - - TAVOLA III. Particolarmente in questa Tavola si esibisce il celebre - sepolcro dei Scipioni scoperto nel fine del secolo passato nella vigna Sassi. - Esso è dimostrato con una pianta ed una elevazione della fronte che corrispon- - deva lungo la piccola via traversale tra l’Appia e la Latina, come venne - descritto alla Pag. 46 del Volume I, ed in più ampio modo alla Pag. 136 - del Volume III della grande opera sugli Edilìzi amichi di Roma. - - - -## p. (#15) ################################################# - -INDICAZIONE DEI MONUMENTI. - - 11 - - TAVOLA IV. I tre colombai della vigna Codini, che si sono giudi- - cati meritevoli di conservazione, vengono esposti in tutta la loro forma nel- - 1 enunciata Tavola per servire alla dimostrazione di quanto fu accennato - dalla Pag. 49 alla 51. Il primo di essi, avente un pilastro nel mezzo ed - esibito alle Fig. 1, 2 e 3, è quello che fu scoperto e ristabilito nell’anno 1840 - ed ampiamente descritto nella Parte II della dissertazione del marchese - Campana inserita nel Volume XI degli atti dell'accademia romana di Ar- - cheologia. Quello esibito nel lato opposto alle Fig. 4, 5 e 6, è quello che fu - ristabilito nell’anno 1847 ed al quale appartengono le iscrizioni delle Pag. 217 - e 218 del Volume I dal N. 1 al 14. Nel mezzo della Tavola poi colle Fig. 7, 8 - e 9, si esibisce quel colombajo che fu ultimamente scoperto e ristabilito, ed al - quale spettano le iscrizioni successivamente riferite dal N. 15 al 31. A lato di - esso fu scoperto altro colombajo, come è in parte indicato nella pianta, nel - quale fu rinvenuta la iscrizione in musaico esibita al N. 32 con quella del N. 34. - In seguito della scoperta fatta di un più vetusto sepolcro, tra lo stesso colom- - bajo e la via Appia, si viene in miglior modo a determinare quale ivi fosse - l’abbassamento della via fatto per mettere in piano il clivo di Marte, co- - me fu dimostrato nella Tav. II ■ poiché il medesimo vetusto sepolcro si - trova essere ancora alquanto più elevato dal suolo della via abbassato, - come è dimostrato tanto nella sezione delineata nella stessa parte media - della Tavola, quanto nella corrispondente elevazione. Sulle celle superstiti - dei medesimi tre colombaj poi dovevano elevarsi altrettante celle sepol- - crali superiori, nel modo stesso che sussistono in altri simili monumenti e - come in certo modo si sono dimostrate nelle stesse esposizioni geome- - triche ed anche nella veduta esibita nella parte inferiore della preceden- - te Tavola II. - - TAVOLA V. Viene esposto in questa Tavola, tanto nello stato di rovi- - na quanto nella intera architettura, larco di Druso che fu descritto alla - Pag. 51. E particolarmente nella Fig. 1 si esibisce il rovescio della me- - daglia di Claudio, in cui si riconosce la effigie del medesimo arco; e nelle - Fig. 2 e 3 sono delineati i particolari della sua decorazione. - - TAV OLA V I. La importante parte della via Appia, che costituiva pro- - priamente il clivo di Marte e che dalla porta di S. Sebastiano discende si- - no al luogo detto Acquataccio, viene esposta nella enunciata Tavola tanto - nello stato che si presenta attualmente all’aspetto vedendola dal basso, - quanto nel modo che doveva essere decorata anticamente con tutti quei - monumenti che sono descritti dalla Pag. 53 alla 64. E nel mezzo delle - stesse esposizioni prospettiche si offre dimostrato quanto sussiste di con- - - - -## p. (#16) ################################################# - -12 - - ANTICA VIA APPIA. - - servato del grande sepolcro di Priscilla racchiuso entro le fabbriche del- - l’osteria comunemente detta di Acquatacelo. - - TAVOLA VII. Una palese dimostrazione geometrica dell’ intera archi- - tettura di quel grande colombajo esistente nella vigna Vagnolini, che fu vol- - garmente denominato dei liberti di Augusto e descritto alle Pag. 64- e 65, - viene esibita nell’enunciata Tavola estesa tanto alla forma della sua pianta, - quanto alla sua elevazione di prospetto ed all'interna sua decorazione re- - sa palese dalla sezione. E nelle Fig. 1 e 2 si dimostra il modo con cui si - trovarono incavati comunemente i loculi nelle pareti delle stesse celle se- - polcrali. Quindi da un lato della pianta anzidetta si dimostra con pianta - e sezione quanto sussiste di un vetusto monumento sepolcrale di forma ro- - tonda nel lato destro della via delle stesse adiacenze. E similmente di al- - tro anche più ragguardevole monumento, sussistente a poca distanza, se ne - offre la pianta e la elevazione esterna nella parte opposta della suddetta - pianta di quanto si conserva tuttora e che può meritare considerazione, - come unicamente a tale effetto se n’è fatta menzione alla Pag. 65. - - TAVOLA Vili. L’altro grande colombajo, detto dei liberti e servi di - Livia Augusta, che esisteva di seguito lungo la via nella vigna già Benci, e che - è ben celebre per le iscrizioni in esso rinvenute ed illustrate dal Gori e dal - Bianchini, viene eziandio dimostrato nella intera sua forma, con pianta e - sezioni per lungo e per traverso delle due celle, quale si potè dedurre - dalle memorie conservateci, come offresi descritto alla Pag. 66. Alle Fig. 1, - 2, 3 e 4, sono esibiti i particolari della decorazione principale delle stesse - celle e dei loculi incavati nelle pareti. Nelle Fig. 5, 6, 7, 8 e 9, si sono - esposti cinque dei più importanti titoli in esse rinvenuti. E nelle Fig. 10, - 11 e 12, si dimostrano i principali ornamenti che si rinvennero impiegali - nei musaici dei pavimenti delle stesse celle. - - TAVOLA IX. Sono in questa Tavola raccolti i principali monumenti - che si trovano esistere in vicinanza della seconda colonna migliaria della - via Appia, come sono descritti dalla Pag. 67 alla 76. E particolarmente - alla Fig. 1 si esibisce la pianta e la elevazione di prospetto di quel sepolcro - costrutto coll’opera laterizia , entro il quale fu stabilita la piccola casa del- - la vigna Casali e descritto alla Pag. 66. Nella vedutina, esposta alla Fig. 2, si - esibisce il sepolcro indicato alla Pag. 70; e così pure quello più grande - dimostralo con pianta e veduta interna nelle due Figure distinte col N. 3. - Nelle Fig. 4, 5, 6 e 7 sono esibite le piante dei piccoli sepolcri che si tro- - vano esistere nel lato sinistro della medesima parte della via. Ed alla Fig. 8 - si offre la pianta di quello più ampio attribuito a Claudia Semne e descritto - - - . - - - -## p. (#17) ################################################# - -INDICAZIONE DEI MONUMENTI. - - 13 - - alla Pag. 75. Alla Fig. 9 si espone la pianta di un piccolo sepolcro che esi- - ste nel lato destro da vicino all’accesso alle catacombe di S. Calisto. Quin- - di alla Fig. 10 è delineata la pianta di quella grande area rotonda che - costituiva la scuola spettante al collegio sodalizio sacro al dio Silvano, che - è descritta alle Pag. 73 e 74. - - TAVOLA X. Quel grande edifizio, che si trova esistere nell'accesso del - circo di Massenzio entro ad un ampio portico di cinta, che si crede comune- - mente essere stato un tempio sacro a Romolo figlio di tale imperatore, come - venne descritto alle Pag. 77 e 78, offresi dimostrato in tutta la sua più proba- - bile architettura nella enunciata Tavola, dichiarandola tanto con una pianta - generale dell’edilìzio circondato dal portico e sua corrispondenza con le car- - ceri del circo, e la parziale pianta del tempio; quanto con una veduta pro- - spettica dello stesso intero edilìzio, e particolare elevazione geometrica di - prospetto del tempio e sua sezione per il lungo. Quindi alla Fig. 1 si esi- - bisce la pianta con le corrispondenti elevazioni di quel sepolcro antico che - esiste nel lato meridionale del portico di cinta, come venne indicato nella - pianta generale dell’edilìzio. Alle Fig. 2 e 3 si espone il diritto col rovescio - di quella medaglia coniata in occasione della divinazione del medesimo Ro- - molo figlio di Massenzio, nel di cui rovescio si crede riconoscervi la effi- - gie dello stesso tempio nonostante che, secondo la comune opinione, si giu- - dica esservi rappresentato quell’altro edifizio rotondo vicino al foro Romano. - - TAVOLA XI. L’aspetto, che presenta attualmente il circo di Massenzio, - esistente a sinistra della via Appia tra la seconda e terza colonna migliarla - veduto dalla parte semicircolare, viene esposto colla veduta esibita nella - parte superiore dell’enunciata Tavola ; e nella parte inferiore si dimostra il - corrispondente aspetto che doveva offrire il circo stesso allorché si trovava - per intero conservato. Tra le medesime due esposizioni si esibisce la pianta - generale del luogo in cui si trova esistere il medesimo circo che indicavasi - stabilito nelle catacombe, come si è dimostrato nella descrizione esibita alla - Pag. 97. In modo più ampio poi si trova dichiarato tutto quanto spetta al - medesimo circo nel Volume III dell’opera sugli Edifizj antichi di Roma alla - Pag. 59 e seguenti in corrispondenza delle Tav. CXCIV, CXCV e CXCVI - comprese nel Volume IV. - - TAVOLA XII. L’edilìzio, che venne consacrato al culto cristiano sotto - il titolo di S. Urbano, e che si crede comunemente essere stato nei tempi - antichi un tempio dedicato a Bacco, come offresi descritto alle Pag. 80 e 81. - si dimostra in tutta la sua architettura colla pianta, e la elevazioni geometri- - che di prospetto e di fianco e con le sezioni per traverso e per il lungo, come - - - -## p. (#18) ################################################# - -14 - - ANTICA VIA APPIA. - - ancora colla veduta esponente lo stato attuale, che insieme si comprendono - nella Tavola enunciata per servire all'oggetto indicalo. - - TAVOLA XIII. Il ninfeo volgarmente detto di Egeria, esistente nella - valle della Caffarella, è dimostrato nell’enunciata Tavola in tutta la sua for- - ma con una pianta, una elevazione della fronte, due sezioni geometriche ed - una esposizione prospettica relative allo stato antico e con una veduta dello - stato attuale. Questo ninfeo è stato descritto alle Pag. 82 e 83, ma più am- - piamente alle Pag. 98 e 99 del Volume III della spesso citata opera sugli - Edifizj antichi di Roma. - - TAVOLA XIV. Quel sepolcro costrutto coll'opera laterizia, che esiste - sul colle sovrastante la valle della Caffarella da vicino all'anzidetto ninfeo, e - che viene volgarmente denominato tempio del Dio Redicolo, è eziandio di- - mostrato nella intera sua architettura neli’enunciala Tavola. Oltre alla pianta - ed alle elevazioni geometriche, esposte all’accennato scopo, si esibiscono an- - cora due vedutine luna per far meglio conoscere la stessa antica sua architet- - tura, e l’altra lo stato in cui si trova ora ridotto. Il medesimo monumento poi - è descritto alle Pag. 86 e 87. - - TAVOLA XV. Il tanto rinomato sepolcro di Cecilia Metella è dimo- - strato nel! intera sua architettura tanto colla pianta quanto colla elevazione di - prospetto verso la via Appia e la sezione per traverso che sono esposte alle - Fig. 1, 2 e 3 dell’enunciata Tavola. Alle Fig. 4, 5, 6 e 7 poi si espongono - i particolari della cornice che decora superiormente il monumento stesso, - colla lapide che contiene la iscrizione. Esso venne particolarmente descritto - alle Pag. 87 e 88, ed in modo più ampio alla Pag. 139 del Volume III della - citata opera sugli Edifizj antichi. - - TAVOLA XVI. La dimostrazione prospettica tanto nello stato, in cui - si trova ora ridotto, quanto in quello antico dell’anzidetto insigne sepolcro di - Cecilia Metella, è resa palese dalle due vedute delineate nella enunciata - Tavola ; come ancora la posizione , in cui esso si trova esistere, è dichiarata - dalla pianta tracciata tra le stesse vedute. - - TAVOLA XVII. Le reliquie dei sepolcri antichi, che sussistono di se- - guito all’anzidetto di Cecilia Metella e che si trovano corrispondere lungo la - via Appia tra la terza e la quarta colonna migliarla, sono esibite nella veduta - delineata nella parte superiore dell’enunciata Tavola ; ed inferiormente si di- - mostra l'aspetto più probabile che dovevano presentare anticamente i mede- - simi monumenti. Nella parte media poi si offre tracciata la posizione in cui - si trovano essi sussistere colla corrispondenza delle adiacenze, il tutto a nor- - ma di quanto si descrisse alle Pag. 93 e 94. Cosi nel lato orientale si è indi- - - - -## p. (#19) ################################################# - -INDICAZIONE DEI MONUMENTI. - - 15 - - cato avere corrisposto il circo di Massenzio con il pago Sulpizio citeriore. E - nel lato occidentale il Triopio colla villa di Erode Attico. Mentre poi il mo- - numento stesso venne poscia ridotto a servire di principale propugnacolo del - castello dei Caetani, entro il quale si comprendeva la chiesa di S. Valentino, - come apparisce da quanto è tracciato in detta pianta topografica. - - TAVOLA XVIIE Simili esposizioni prospettiche dello stato attuale e - dell’intera architettura, con la corrispondente pianta topografica, dei monu- - menti che sussistono di seguito in vicinanza della colonna del quarto miglio, - sono esibite in questa Tavola a norma delle descrizioni riferite alle Pag. 94. - 95 e 96. Tra i medesimi monumenti si distingue primieramente quello di - M. Servilio Quarto scoperto dal Canova, e poscia quella preziosa memoria - sussistente nel luogo in cui avvenne la morte di Seneca con la reliquia rag- - guardevole di un incognito sepolcro rotondo. - - TA^ OLA XIX. Tutto quanto si è giudicato necessario di prendersi - in considerazione per illustrare la anzidetta memoria appropriata a Seneca - a norma della descrizione esibita dalla Pag. 97 alla 103, si è diligentemente - riunito nella enunciata Tavola. E primieramente offresi delineato nella Fig. I - 1 importante bassorilievo che serviva a decorare la parte superiore del grande - sarcofago con le due maschere nelle estremità. Quindi nella Fig. 2 si esi- - bisce il frammento di bassorilievo che doveva adornare l’uno dei fianchi - dello stesso sarcofago. E nelle Fig. 3 e 4 si espongono alcuni resti dei so- - stegni che dovevano essere collocati sotto di esso, con una parte del fre- - gio che adornava i laterali superiori dello stesso sarcofago, e che era de- - corato con sfingi scolpite in bassorilievo. Nella Fig. 5 viene poi esposta - di prospetto e di profilo una testa, che fu rinvenuta tra le reliquie del me- - desimo monumento , per servire di corrispondente raffronto colla testa di - Seneca, egualmente delineata alla Fig. 6, che fu riconosciuta sussistere uni- - tamente a quella di Socrate neU’erme bicipite della villa già Mattei, am- - piamente illustrata dal professore Lorenzo Re nel grande fascicolo pubbli- - cato nell anno 1816 e corredato da una erudita lettera del dottore G. De - Matthaeis, quale venne anche inserita nella Parte II del Tomo I degli Atti - dell accademia romana di Archeologia. Così, potendosi riconoscere una qual- - che corrispondenza di rassomiglianza tra le due teste, si viene vieppiù a - contestare la pertinenza a Seneca della surriferita memoria. Di tale impor- - tante monumento poi se ne dimostra quale doveva essere la sua intera - forma e decorazione con quanto offresi delineato nel mezzo della parte infe- - riore della Tavola nella Fig. 7 facendovi vedere tanto il prospetto , in cui - doveva essere collocata la detta effigie, quanto il fianco che doveva essere - - - -## p. (#20) ################################################# - -F A ■ ì £ - - 16 ANTICA VIA APPLI. - - decorato col bassorilievo rappresentante la uccisione del figlio di Creso, av- - venuta fatalmente per errore di Adrasto nell’atto di volere uccidere il cigna- - le, come si deduce dall’anzidetto frammento. - - TAVOLA XX. Il muramento fatto per conservare al proprio luogo la - importante iscrizione di Sesto Pompeo Giusto, con le reliquie dell’edilìzio - rotondo riconosciuto corrispondere a quel tempio di Giove che esisteva al - quarto miglio della via Appia, come se n'è tenuto discorso dalla Pag. 104 - alla 108, si rappresenta nella veduta esibita nella parte superiore della - enunciata Tavola. E nella parte inferiore si espone il più probabile aspetto - che dovevano presentare anticamente gli stessi monumenti allorché si tro- - vavano per intero conservati. Nella parte media poi si esibisce la pianta del - medesimo tempio con i monumenti, dei quali si sono scoperte reliquie nelle - sue adiacenze unitamente al portico di cinta. - - TAVOLA XXL Quanto successivamente sussiste lungo la via Appia è - esposto nella parte superiore di questa Tavola a norma della descrizione - esibita alle Pag. 108, 109 e 110. Le stesse reliquie sono supplite nelle parti - mancanti per dimostrare la intera architettura dei sepolcri che stavano po- - sti alcun poco dopo la colonna del quarto miglio, tra i quali si distingueva - quello di C. Licinio, il dorico, quello di Ilario Fusco, quello di C. Secon- - do Filippiano e quello di Appuleo Pamfilo. Tra le stesse esposizioni prospet- - tiche vi è tracciata una pianta , sempre delineata sulla proporzione della - cinquemillesima parte del vero, che serve a dimostrare la posizione degli - stessi monumenti ed in particolare quello del Pago Sulpizio ulteriore , nel - quale si comprendeva l’anzidetto tempio Giove. - - TAVOLA XXII. Per servire di più palese dimostrazione tanto del mo- - do che si poterono ridurre colf impiego dello reliquie superstiti i surriferiti - monumenti, esistenti vicino alla colonna del quarto miglio, quanto della più - probabile loro forma e decorazione, si sono esposti nella enunciata Tavola i - tre seguenti sepolcri. Fig. 1 e 2 attuale ed antico stato del sepolcro decorato - con il genere dorico di vetusta maniera scolpito nella pietra albana e de- - scritto alla Pag. 109. Fig. 3 e 4 simili due stati di quel sepolcro che viene - appropriato ad Ilario Fusco e che fu descritto alla Pag 110. Nelle Fig. 5 e - 6 è rappresentato negli stessi due modi il grande monumento di T. Claudio - Secondo Filippiano che si descrive alle Pag. 110 e 111. Nella Fig. 9 poi - si esibisce la sagoma della cornice del basamento del sepolcro dorico anzi- - detto. E nelle Fig. 8 e 9 le sagome delle cornici che inferiormente e supe- - riormente ornano il basamento del sepolcro marmoreo di T. Claudio Se- - condo Filippiano. - - - -## p. (#21) ################################################# - -INDICAZIONE DEI MONUMENTI. - - 17 - - TAVOLA XXIII. Al medesimo oggetto e nel modo stesso sono esposti - m questa Tavola i monumenti principali che furono discoperti di seguito - lungo il lato destro della via Appia, e che vennero nel miglior modo possi- - bile ristabiliti con le poche reliquie superstiti per conservarle al luogo in - cui furono rinvenute precipuamente per le cure dell'ingegnere architetto - Alessandro Rossini, che disgraziatamente venne a morire nell’anno 1851 - in seguito di un tristo avvenimento accaduto nel ritorno di una gita fatta lun- - go la stessa via per disimpegnare le sue attribuzioni d’ispettore dei monumenti - antichi; e ciò fu eseguito a norma di quanto fu dimostrato nella descrizione - esposta dalla Pag. 1 12 alla 1 16. E primieramente alle Fig. 1 e 2 si esibisce - quel monumento anzidetto che si distingue per diversi frammenti di un sof- - fitto scolpito nella pietra tiburtina, e che per un frammento d’iscrizione, - rinvenuto tra le sue reliquie, si attribuisce a Q. Appuleo Pamfilo. Nelle - Fig. 3 e 4 in simili due modi si rappresenta il sepolcro di Rabirio Ermodoro, - di Rabiria Demaride e di Usia Prima sacerdotessa d' Iside che fu descritto - alla Pag. 1 12. Alla Fig. 5 è delineata la pianta con le elevazioni di prospet- - to di quel piccolo monumento costrutto con la pietra albana, di cui si fece - menzione alla Pag. 1 13. Alle Fig. 6 e 7 si dimostra nei suddetti due modi - quel sepolcro che si distingue particolarmente per un bellissimo fregio ador- - nato con festoni sostenuti da puttini, che vedesi con molta maestria scolpito - nella pietra albana, e che si descrisse alla Pag. 1 12. Alle Fig. 8 e 9 si esibisce - altro monumento decorato con un bassorilievo, in cui vedonsi scolpite quat- - tro effigie diverse; e quindi trovasi essere stato decorato con un frontispizio - scolpito nella pietra tiburtina, di cui pure si fece menzione alla Pag. 113. - Nella Fig. 10 si espone il frammento di soffitto che si è appropriato al se- - polcro già esibito alle Fig. 1 e 2. Alla Fig. 1 1 viene esposta la sagoma della - cornice del basamento del sepolcro rappresentato nelle Fig. 3 e 4. Alla Fig. - 12 è delineato il fregio appartenente al sepolcro riferito alle Fig. 6 e 7. - Alla Fig. 13 si espone la sagoma della cornice del basamento esibito alla - Fig. 5. Ed alla Fig. 14 si rappresenta quel cippo scolpilo nella pietra al- - bana, di cui si fece menzione alla Pag. 1 13. - - TAVOLA XXIV. Alcuni particolari della decorazione dei sepolcri espo- - sti nella precedente Tavola, che si sono giudicati più meritevoli di conside- - razione, vengono riferiti in questa Tavola. E primieramente nel mezzo supe- - riore di essa si esibisce la bellissima cimasa del sepolcro delineato nelle - Fig. 3 e 4 di detta precedente Tavola. Quindi nel mezzo della parte infe- - riore è delineato il frontispizio del sepolcro rappresentato alle Fig. 8 e 9 - della stessa Tavola. Di seguito sono esposti due dei moltissimi esempj di - - 3 - - - -## p. (#22) ################################################# - -18 - - ANTICA VIA APPIA. - - pulvini. veduti di prospetto e di fianco, che di frequente si rinvengono nelle - scavazioni della via Appia, e che vedonsi scolpiti nella pietra albana con - buon artifizio; essi dovevano adornare la parte superiore di varii sepolcri esi- - stenti nel luogo stesso. Inoltre sono esposti tre bellissimi esempj di antefissi - angolari e di mezzo, scolpite con buon artifizio in marmo, che si scuoprirono - tra le reliquie dei medesimi monumenti. Ed in fine sono riferiti quattro - esempj di cimase di piccoli cippi in marmo rinvenuti nel luogo stesso. - - TAVOLA XXV. Le reliquie dei successivi monumenti sepolcrali, che - sussistono sempre tra la quarta e la quinta colonna migliarla, vengono espo- - ste nella veduta esibita nella parte supcriore della enunciata Tavola. E - nella parte inferiore si dimostra quale fosse la più probabile decorazione che - avevano gli stessi monumenti allorché si trovavano per intero conservati. - Quindi nel mezzo di tali esposizioni si esibisce una dimostrazione topogra- - fica della parte della via in cui si trovano sussistere gli stessi monu- - menti. Si distingue particolarmente tra essi quello costrutto con ragguarde- - voli grandi proporzioni coll’opera laterizia di accurato artifizio, che fu de- - scritto alla Pag 111. E quindi quello di Lsia Prima sacerdotessa d’ Iside - che fu ricordato alla Pag. 112. - - TAVOLA XXVI. In simil modo sono esposte in questa Tavola le reli- - quie e l’intera architettura di quei sepolcri che si trovano esistere vicino - alla colonna del quinto miglio, come sono indicati nella pianta dimostrativa - delineata tra le medesime esposizioni prospettiche sulla solita scala della - cinquemillesima parte del vero. Tra i medesimi sepolcri si distingue princi- - palmente quello costrutto coll'opera laterizia e composto di due celle l una - sopra l’altra, la inferiore delle quali venne ridotta a servire di ripostiglio per - la conservazione degli oggetti antichi di minor volume. Tutti gli stessi monu- - menti sono descritti dalla Pag. 1 12 alla 122. - - TAVOLA XXVII. Per dimostrare in miglior modo la forma e la deco- - razione di quei monumenti sepolcrali maggiori, che vennero costrutti coll'o- - pera laterizia, e dei quali se ne rinvengono diversi bellissimi esempj lungo - la via Appia, si sono nell’enunciata Tavola esposti geometricamente i due - già indicati che in miglior conservazione si trovano esistere Ira la quarta - e la quinta colonna migliarla. Quello sussistente a destra, che venne già es- - posto nella Tav. XXV e descritto alla Pag. 1 1 1, è dimostrato nellintera sua - struttura colla pianta e la elevazione di prospetto, delineate alla Fig. 1, colla - sezione per traverso esibita alla Fig. 2, colla elevazione di un lato riferita - alla Fig. 3, e con i particolari della decorazione esterna, interamente fatta - con l’opera laterizia, che sono esibiti alla Fig. 4. Quindi il secondo simile - - - -## p. (#23) ################################################# - -INDICAZIONE DEI MONUMENTI. - - 19 - - monumento, che esiste nel lato sinistro della via, e già esposto nella pre- - cedente Tavola e descritto particolarmente alla Pag. 120, è similmente - dimostrato nell’intera sua struttura con la pianta e la elevazione di pro- - spetto, esibite alla Fig. 5, e colla elevazione di un lato delineata alla Fig. 6. - - TAVOLA XXVIII. Per giovare al medesimo scopo vengono esibite - in questa Tavola le seguenti altre esposizioni geometriche, che si riferiscono - particolarmente a quel sepolcro rotondo che esiste da vicino alla quinta - colonna migliarla e che venne descritto alla Pag. 119. fisso olir e. si rappre- - sentato nell’intera sua forma, nonostante la sua grande rovina, colla pianta e - la elevazione di prospetto, che sono delineate nella parte media della Ta- - vola. Quindi raccogliendo con somma cura quanto può dedursi dalle re- - liquie della sua decorazione esterna, scolpita con bellissimo edifizio in mar- - mo, che si trovano ridotte in minutissimi pezzi evidentemente in tal modo - preparati per fare calce, si è potuto riconoscere essere stato il monumento - superiormente decorato con le cornici che sono delineate alla Fig. 1 ed il - fregio esibito alla Fig. 2. Quindi per avere avuto inferiormente una sem- - plice cornice, egregiamente intagliata, si prende essa in particolare a consi- - derare, come viene dimostrata colla Fig. 3. Ma maggiormente merita con- - siderazione la porta finta che doveva servire di principale ornamento alla - parte media del prospetto, quale si è potuto stabilire, coll’autorevole ap- - poggio dei principali frammenti esibiti alla Fig. 4, essere stata formata nel - modo che viene dimostrato nella Fig. 5; perchè essa offre un bellissimo - esempio delle porte divise a tre partite, che erano dette trifore; e si trova - poi essere stata nobilmente decorata in tutte le sue parti. Inoltre alle Fig. 6 - e 7, si espongono i quattro lati di quell’ importante cippo di M. Conso Cordo- - ne che fu descritto alla Pag. 119 e che fu rinvenuto da vicino al medesimo - monumento rotondo. - - TAVOLA XXIX. Seguendo sempre il metodo prescelto, che si è giu- - dicato più conveniente per dimostrare ad un tempo l’aspetto che offrono at- - tualmente le reliquie dei monumenti scoperti nei lati della via Appia, e - quello più probabile che dovevano presentare allorché essi si trovavano per - intero conservati , onde così esibire una palese idea della sontuosità della stes- - sa via, si espone nella enunciata Tavola superiormente la veduta delle reli- - quie che si trovano esistere da vicino al grande ustrino , ed al luogo in - cui corrispondeva la colonna del quinto miglio; ed inferiormente si dimo- - strano gli stessi monumenti nell’ intera loro decorazione. Tra di essi si distin- - gue principalmente uno formato a guisa di tumulo che si trova esistere davanti - al grande ustrino, nel quale venivano consumati dal fuoco i cadaveri che - - - -## p. (#24) ################################################# - - - - •* ¥ r ■ " *~n - - 20 ANTICA VIA APPIA. - - si collocavano nei sepolcri stabiliti lungo la via ; e precisamente una di - tali circostanze si è indicala nella esposizione surriferita. Quindi nel mezzo di - tali esposizioni prospettiche si esibisce primieramente alle Fig. 1 e 2 la pian- - ta con la elevazione geometrica del medesimo grande monumento formato - a guisa di tumulo. Poscia nella Fig. 3 uno dei tanti piedestalli che si sono - trovati nel d intorno dello stesso monumento. Nelle Fig. 4 e 5 poi sono - delineate le sagome delle cornici inferiore e superiore, che adornavano il ba- - samento fatto per contenere il tumulo secondo il metodo più comunemente - tenuto dagli antichi etruschi. Tutti i medesimi monumenti si trovano in par- - ticolare descritti dalla Pag. 123 alla 127. - - TAVOLA XXX. Parimenti nel modo stesso vengono esposti in que- - sta Tavola quei sepolcri che si trovano successivamente esistere lungo la - via Appia alcun poco prima della villa dei Quintilii, tra i quali se ne di- - stingue principalmente uno grandissimo formato superiormente a guisa di - piramide, che era decorato esternamente con marmi scolpiti in modo ve- - ramente sontuoso, i quali venendo tolti è rimasto il masso interno soste- - nuto maravigliosamente su di una ristretta parte del medesimo nucleo. Esso - venne particolarmente descritto alla Pag. 128; e nelle Fig. 1 e 2, esibite - nella parte media, si vedono i particolari di alcune cornici che dovevano ap- - partenere alla marmorea sua decorazione esterna. Si sono inoltre scoperti - frammenti di grandi statue e di colossali sfingi, che dovevano essere impie- - gate nella stessa decorazione. Nella stessa parte media viene esposta una di- - mostrazione topografica del luogo in cui esistono gli stessi monumenti. - - TAVOLA XXXI. I due grandi sepolcri composti a guisa di tumuli - secondo il vetusto metodo proprio degli etruschi e dei più antichi romani, - che si possono con molta probabilità appropriare a quegli eretti ai due Orazj - caduti estinti nel combattimento contro i Curiazj, che ebbe luogo precisa- - mente da vicino al quinto miglio della via Appia, ove si trovano esistere tali - monumenti, sono esposti nella enunciata Tavola tanto nello stato attuale in - cui si trovano ora ridotti, quanto nell’intera loro forma quale con molta pro- - babilità si può credere avere essi avuto allorché erano ben conservali. Nel - mezzo delle vedute, che rappresentano i due surriferiti aspetti di tali im- - portanti monumenti, sono esposte nelle Fig. 1 e 2 le piante e le elevazioni - geometriche che servono meglio a dimostrarne la loro forma c proporzione. - Quindi alla Fig. 3 si è esibita la sagoma della cornice scolpita in pietra al- - bana che si trova avere adornato la crepidine del primo tumulo; e nella - Fig. 4 quella in pietra tiburtina del secondo tumulo. Insieme poi gli stessi mo- - numenti vennero in particolare descritti alle Pag. 125 e 12fi. - - - -## p. (#25) ################################################# - -INDICAZIONE DEI MONUMENTI. - - 21 - - TAA OLA XXXII. La pianta generale della villa dei Quintilii con le sue - adiacenze si è qui delineata sulla proporzione della duemillesiina parte del ve- - ro ad oggetto di dimostrare con più evidenza il modo con cui venivano dispo- - ste le diverse fabbriche che componevano la villa stessa nel tempo che fu ri- - dotta a servire di soggiorno all’imperatore Commodo. Essa fu ampiamente de- - scritta dalla Pag. 133 alla 138. Nella parte anteriore, che corrispondeva lun- - go la via Appia, dopo i sepolcri di Marco Cecilio, dei Terenzii e di Pompea - Azzia, esisteva un piccolo edifizio consacrato ad Ercole ed alle Muse; quindi - succedeva il vestibolo principale della villa, e poscia un ninfeo che riceveva - l’acqua condotta da quel lungo acquedotto che si conosce essersi diramato da - quello dell’acqua Giulia , e che si trova essere stato sostenuto sopra archi - nella valle corrispondente da vicino alle fabbriche dell’osteria e posta di Tor- - mezzavia di Albano. Dopo un immenso peristilio, che separava la detta parte - anteriore della villa dalla posteriore particolarmente abitata dal detto impe- - ratore, eravi un grande atrio, che, come le case più nobili degli antichi roma- - ni, conteneva in un lato la basilica e nel mezzo di prospetto il tabiino con le - ali nei fianchi. Quindi diversi ampj locali, che dovevano essere destinati agli - usi privati della famiglia imperiale, i quali si stendevano su tutta quella eleva- - zione che si vede avere dominato la sottoposta valle. Nel lato meridionale la - villa si dilatava in un ampio spazio che difficilmente si può ora definire: ma - però ben può stabilirsi che si comprendeva in tale parte uno stadio per l’eser- - cizio privato delle corse dei cavalli, come in egual modo ne esisteva uno sul - Palatino entro il palazzo dei Cesari. Nel lato settentrionale poi nella parte - posteriore si congiungevano altre fabbriche, evidentemente destinate ad uso - di privata delizia; e nella parte anteriore si conoscono esservi state fab- - briche per servizio di prestare bagni pubblici, tra le quali si comprende - un ampia conserva di acqua di forma rotonda per la medesima destinazione - passamente stabilita. Oltre tutto ciò, che appartiene all' indicata pianta topo- - grafica della villa, si espone poi da un lato la sezione dell’ indicata con- - serva rotonda di acqua per uso dei bagni pubblici; quindi alcuni particolari - della costruzione superstite del muro che cingeva l’ustrino stabilito da tempi - più antichi nel lato destro della via prima di giungere alla detta villa dei - Quintilii, di cui se n’espose la descrizione alla Pag. 127. Poscia nel lato - opposto si esibiscono alle Fig. 1 e 2 i particolari delle colonne corintie che - si trovarono avere costituito la fronte dell’edilìzio sacro ad Ercole posto - nell’accesso della villa lungo la via Appia. E nelle Fig. 3 e l i particolari - delle colonne joniche che adornavano la fronte interna del ninfeo esistente - nella parte opposta dell’anzidetto accesso alla villa. Ed inoltre nella Fig. 5 - - - -## p. (#26) ################################################# - -22 - - ANTICA VIA APPIA. - - è dimostrata la sagoma della cornice che adornava la stessa decorazione. - Cosi entro i limiti prescritti si è data una corrispondente conoscenza di - tutto ciò che si conserva di tale immenso edilizio ora ridotto a miserabili - rovine spogliate di ogni loro ornamento. - - TAVOLA XXXIII. Per corrispondere vieppiù allo scopo di lar cono- - scere la sontuosità dell’arizidetta villa imperiale di Commodo, che per lo - avanti apparteneva ai Quintilii, si è nell’enunciata Tavola dimostrato tanto - l’aspetto che offrono tuttora le reliquie delle fabbriche che stavano poste - nella sua parte anteriore verso la via Appia, quanto quello che dovevano - presentare le stesse tabbriche allorché si trovavano per intero conservate - a norma di quanto fu praticato per gli altri monumenti sin ora considerati. - Ed inoltre tra le due vedute, a tale oggetto esposte, viene esibita una pian- - ta dimostrativa delle medesime fabbriche collocate nella parte anteriore - della villa, che erano costituite, dopo i sepolcri di Marco Cecilio, dei Te- - renzii e di Pompea Azia, che in precedenza corrispondevano lungo la via - Appia, dal piccolo edilizio sacro ad Ercole ed alle Muse decorato con le - colonne corintie di marmo volgarmente detto cipollino, dal principale ve- - stibolo della villa stessa, e dal ninfeo o fontana pubblica, il tutto a norma - di quanto fu descritto dalla Pag. 133 alla 138. - - TAVOLA XXXIV. In simil modo per dare una qualche idea della - magnificenza della parte posteriore della medesima villa imperiale, cognita - sotto il nome dei Quintilii, si è preso ad esporre in questa Tavola tanto lo - stato in cui si trovano ridotte le poche reliquie delle fàbbriche che ora - sussistono di tale parte della villa, quanto l’aspetto che con più probabilità - può credersi avere esse rappresentato allorché si trovavano per intero con- - servate. E siffatte esposizioni corrispondono all’ aspetto veduto dall'angolo - occidentale dell’atrio che succedeva al grande peristilio. Quindi a maggiore - conoscenza delle reliquie, superstiti della medesima parte posteriore della - villa, viene esibita tra le indicate due esposizioni prospettiche la veduta - che offrono le stesse principali rovine dalla parte laterale, da dove appa- - risce tanto la varietà dei piani, in cui esse si trovano collocate, quanto - ciò che corrisponde nel vasto piano inferiore, ove trapassano diversi acque- - dotti ed in particolare un sepolcro antico costrutto coll’opera laterizia, che - evidentemente si trovava collocato su di una via che dalla Latina metteva - all Appia da vicino alla medesima villa dei Quintilii. Nell’accesso, che si ave- - va alla villa medesima dalla stessa parte bassa orientale, e che evidente- - mente doveva costituire il principale suo ingresso prima che essa passasse - in potere dell imperatore Commodo trasferendolo nella parte opposta ver- - - - -## p. (#27) ################################################# - -INDICAZIONE DEI MONUMENTI. - - 23 - - so la via Appia cou grandi opere di aggiunzione, si scuoprirono ultima- - mente resti di una nobile decorazione composta con colonne corintie ele- - vate sopra piedestalli decorati con scolture figurate, sopra le quali dove- - va essere collocata quella iscrizione, di cui si fece cenno alle Pag. 227 e - 228 e che era relativa ad uno dei due fratelli Quintilii che furono fatti uc- - cidere da Commodo per andare al possesso delle loro dovizie. Ma per es- - sere il luogo, in cui furono scoperte le dette reliquie, alquanto distante dalla - via Appia, alla quale unicamente è rivolta questa esposizione, si tralasciano - dal prenderle in considerazione, limitandoci perciò ad esibire quanto scorgesi - spettare alla parte anteriore della villa che si trova corrispondere da vi- - cino alla via stessa. - - TAVOLA XXXV. Alcun poco dopo la descritta villa dei Quintilii nel - medesimo lato sinistro della via si rinvengono reliquie di un piccolo mo- - numento sepolcrale di forma rotonda, che vedesi essere stato elegantemente - adornato con un fregio ornato con figure d’ippogrifi e con tettoja di la- - stre di marmo ridotte a forma di squamme, come venne fatta menzione - nella sua descrizione riferita alla Pag. 141. Per la importanza di siffatti - ornamenti si è preso ad esporre nell’enunciata Tavola tutto ciò che può - essere meritevole di considerazione e che si deduce dalle reliquie superstiti. - Quindi oltre la sua elevazione di prospetto e sezione, esposte nel mezzo - della Tavola per dare una idea dell’intera architettura del monumento, ed - anche oltre il particolare disegno dell’anzidetto ornamento del fregio, che - costituisce il principale distintivo del monumento, e che si esibisce deli- - neato al di sotto delle stesse elevazioni geometriche, si riferisce alla Fig. 1 - la pianta del monumento stesso, ed alla Fig. 2 la sua parte superiore in - cui corrisponde il detto fregio. Successivamente alla Fig. 3 è dimostrata la - struttura della ristretta cella interna incavata con molta diligenza in rego- - lari massi di marmo ; e nella Fig. 4 è delineata la cornice che decorava - la stessa cella. Quindi alla Fig. 5 sono esibiti tanto i massi di marmo che - in due ordini componevano le pareti della cella, quanto le lastre pure di - marmo che a guisa di squamme erano impiegate nella copertura. Nella - Fig. 6 poi offresi delineata quella cornice appartenente ad altro piccolo mo- - numento rotondo, di cui si fece menzione alla Pag. 96, della quale però ri- - mane solamente un frammento fuori d’opera. Nelle Fig. 7 e 8 si espongono - ì corniciamenti tanto di un basamento curvilineo con una gola assai bene inta- - gliata a guisa di bacelli, quanto di alcuna cimasa, che appartenevano a mo- - numenti insigni, di cui si fece parola alla Pag. 117. Alla Fig. 9 poscia offronsi - delineati due importanti frammenti di quelle corone di premio che furono - - - -## p. (#28) ################################################# - -24 - - ANTICA VIA APPIA. - - concesse ad un attore scenico greco, di cui ne venne esposta un'ampia descri- - zione dalla Pag. 160 alla 162. Ed alla Fig. 11 si esibisce un piede di cande- - labro scolpito in bassorilievo che sembra avere appartenuto alla decora- - zione degli stipiti della porta del sepolcro adornato col fregio d’ippogrifi. - Inoltre alla Fig. 12 si esibisce una grande urna di marmo che fu rinvenuta - da vicino ai detti marmi scolpiti con corone diverse. - - TA\ OLA XXXVI. Il grande monumento, che volgarmente viene deno- - minato Casal rotondo, e che fu riconosciuto essere stato portato a compi- - mento da M. 4 alerio Messalino Cotta per servire di sepolcro a suo padre - Messala Corvino, come fu ampiamente dimostrato dalla Pag. 148 alla 156. - viene esposto neH’enunciata Tavola primieramente nello stato in cui si trova - attualmente ridotto in modo da servire a contenere una casa rurale con stalla - e fienile e sopra più con un piccolo oliveta, che costituisce ciò che si distin- - gue colf indicato titolo. Quindi nella parte inferiore si rappresenta il monu- - mento nello stato più probabile che si può credere essersi trovato nei tempi - antichi allorché era per intero conservato, e che era stato maggiormente de- - corato nell’accennata ultima costruzione. Quindi tra le indicate due esposi- - zioni viene esibita la pianta della parte della via Appia, in cui si trova collo- - cato lo stesso monumento per meglio dimostrarne la sua posizione. - - TAVOLA XXXVII. Per corrispondere all’importanza, che giustamente - venne attribuita al medesimo grande monumento di Messalino Cotta, si prese - geometricamente a dimostrare nell’enunciata Tavola tutta la sua principale - forma e decorazione (piale venne con molta cura e studio ricercata sulle re- - liquie discoperte, come ne fu data ampia spiegazione nella citata descrizione. - Primieramente nel mezzo della parte inferiore della Tavola venne delineata - la pianta del monumento immaginata veduta dall’alto per dimostrare il modo - con cui veniva coperto superiormente con lastre di marmo ridotte a forma di - squarame , di cui ne furono rinvenuti diversi frammenti. E si sono pure indi- - cati nella stessa pianta i cinque incavamenti semicircolari che servivano di - sedili per riposo dei viandanti lungo la via Appia. Superiormente si esibisce - la elevazione del monumento rappresentato con tutta la sua decorazione tan- - to della parte inferioriore interamente costrutta con la pietra tiburtina, - quanto della superiore aggiunta in ultimo e composta con marmo. Dal lato - destro poi di tale pianta ed elevazione si esibisce in scala maggiore tutto ciò - che appartiene al rivestimento dell indicata parte inferiore formata con la - pietra tiburtina ; cioè la cornice inferiore del basamento che vedesi adornata - con due gole intagliate elegantemente, e la cornice che corona superiormente - lo stesso basamento sagomata pure con eleganza, comprendendovi nel mezzo - - - -## p. (#29) ################################################# - -INDICAZIONE DEI MONUMENTI. - - 25 - - alcune parti del rivestimento formato a guisa dell'opera quadrata. Quindi nel - lato sinistro si dimostra la intera decorazione fatta in marmo che componeva - il finimento aggiunto in ultimo, la di cui circonferenza è chiaramente deter- - minata dalle reliquie rinvenute in lutto il d’ intorno del monumento. - - TAVOLA XXXVIII. Per vieppiù servire allo scopo indicato si espon- - gono in questa Tavola i particolari della decorazione del medesimo insi- - gne monumento di Messalino Cotta. Cioè nella Fig. 1 è rappresentata la - decorazione compresa tra gl’intercolunnj del frammento superiore in mar- - mo del monumento. Nella Fig. 2 si esibisce la cornice con un capitello - dei pilastri che appartengono alla decorazione dello stesso finimento e con - una delle maschere che stavano collocate tra gli stessi pilastri per servi- - re di singolare distintivo alle particolarità del celebre personaggio in esso - sepolto. Nella Fig. 3 offresi delineata la parte inferiore della stessa deco- - razione con la base dei pilastri e dei candelabri interposti ad essi. Nella - Fig. 4 si esibisce la cornice di pietra tiburtina che coronava il grande - basamento, e nella Fig. 5 il soffitto della stessa cornice. Nella Fig. 6 si - offre delineata la cornice inferiore del medesimo basamento. Quindi nella - Fig. 7 si espone uno dei più conservali frammenti che rimangono delle - lastre di marmo che a guisa di squamine componevano la copertura del - monumento. Poscia nella Fig. 8 si rappresenta l’ importante frammento - della lapide che conteneva la iscrizione di Cotta collocata evidentemente - sull’alto della parte media del grande basamento. Inoltre nella Fig. 9 si - esibisce quel piccolo basamento rotondo, che vedesi adornato nel giro su- - periore elegantemente con figurine di Nereidi, di cui si fece menzione alla - Pag. 154, che doveva evidentemente essere collocato tra i suddetti sedili - semicircolari corrispondenti lungo la via, ove esso fu rinvenuto con alcune - altre parziali memorie. Così il medesimo importante grande monumento si - è fatto conoscere, tanto nel suo insieme quanto nei particolari, nel modo più - ampio che venne somministrato dai ritrovamenti fatti. - - TAVOLA XXXIX. L’altro grande monumento, che succede nel me- - desimo lato sinistro della via, e che viene volgarmente denominato Torre- - selce, per la costruzione di una torre elevata sopra di esso nel medio evo - con l'impiego di selci, e che si è descritto alle Pag. 159 e 160, si pren- - de ad esporre nella enunciata Tavola tanto nello stato in cui ora si trova - ridotto, quanto in quello che più probabilmente doveva esistere prima della - sua rovina seguendo sempre il metodo stabilito per gli altri monumenti. - Quindi nel mezzo delle due vedute, a tale oggetto esposte, si esibisce la pian- - ta della parte della via, in cui si trova esso corrispondere. - - - -## p. (#30) ################################################# - -26 - - ANTICA VIA APPU. - - TAVOLA XL. Il surriferito grande monumento, volgarmente detto Tor- - re-selce, è dimostrato geometricamente nel mezzo dell’enunciata Tavola nel- - 1 intera più probabile sua architettura con una pianta ed una elevazione - di prospetto corrispondente verso la via Appia. L’altezza con la estensione - del basamento quadrato è stata abbastanza determinata dalle reliquie di- - scoperte, e così pure la grandezza del corpo rotondo che s’innalzava so- - pra di tale basamento, ma non però la sua elevazione. Nelle Fig. 1 , 2 e 3 - si esibiscono le cornici inferiore e superiore che adornavano il suddetto ba- - samento quadrato con alcuni massi di marmo che ne componevano il suo ri- - vestimento a forma dell’opera quadrala, come ne offrono autorevole docu- - mento molti frammenti scoperti nel suo d’ intorno. Nella Fig. 4 si rappre- - senta uno dei diversi piedistalli, pure di marmo, che si sono rinvenuti nelle - stesse scoperte e che evidentemente dovevano essere collocati sul piano su- - periore del basamento quadrato. Nelle Fig. 5 e 6 poi sono esposte due figure - di sfingi scolpite in bassorilievo su di lastre di marmo che si rinvennero tra - le reliquie di quel sepolcro che si descrisse alla Pag. 158 e che si trova col- - locato quasi d'incontro all’anzidetto monumento. Nella Fig. 7 si offre deli- - neato un meandro scolpito in marmo che dovette adornare alcun fregio del - medesimo sepolcro secondario. E così allo stesso sepolcro appartiene la cor- - nice con fregio ed architrave e suo capitello di pilastro che unitamente viene - esibita alla Fig. 8. Quindi alla Fig. 9 offresi delineato quel Telamone che fu - rinvenuto tra le reliquie del sepolcro descritto alla Pag. 165. - - TAVOLA XLI. Seguendo poscia il metodo stabilito per le dimostra- - zioni prospettiche delle reliquie e dell’ intera decorazione dei monumenti an- - tichi, si è preso nell’enunciata Tavola ad esporre in tal modo quell’essedra di - riposo per i viandanti che si rinviene nella parte bassa della via dopo di avere - oltrepassalo il luogo determinato per la settima colonna migliaria, e che fu - descritta alla Pag. 170. Nelle stesse esposizioni si comprende quel sepolcro - costrutto con buon artifizio di opera laterizia che di seguito si descrive; e - quindi nel lato destro della via a maggior lontananza si aggiunge quel sepol- - cro rotondo di ragguardevole grandezza di cui si è fatta menzione alla Pa- - gina 171, ed al quale con molta probabilità può appropriarsi quell’iscrizione di - M. Visellio, che si è in miglior modo esibita alla Pag. 230; poiché si cono- - sce essere essa stata scolpita su di lastre di marmo adattate a seguire una - grande curvatura circolare che soltanto nell’ indicata reliquia può riconoscersi - poter corrispondere. E d’altronde i frammenti superstiti di tale iscrizione fu- - rono rinvenuti da vicino al detto monumento. Quindi tra le suddette due - esposizioni prospettiche , per dimostrare meglio la forma della suddetta esse- - - - -## p. (#31) ################################################# - -INDICAZIONE DEI MONUMENTI. - - 27 - - tira di riposo, si è delineata la pianta con la elevazione di prospetto, supplen- - do a quanto si trova mancare nella reliquia superstite, onde meglio giovare - allo scopo e dare una più precisa conoscenza di un tale singolare monumento. - Inoltre per lo stesso motivo si aggiunge la elevazione geometrica di prospetto - dell’anzidetto sepolcro di opera laterizia che sussiste da vicino alla essedra. - - TAVOLA XLII. Parimenti collo stesso metodo si prendono a dimostrare - tanto le importanti reliquie di quel vetusto atrio composto di colonne doriche - di pietra albana, che si conosce avere appartenuto al più antico tempio di Er- - cole situato all ottavo miglio della via Appia, e che conteneva pure un’ara sa- - cra al dio Silvano, come fu dimostrato alle Pag. 173 e 174, quanto la più - probabile forma ed intera architettura di quel più nobile tempio che venne - eretto pure ad Ercole dall imperatore Domiziano, come lu successivamente - dimostrato dalla Pag. 175 alla 178. Quindi per meglio far conoscere il modo - con cui stavano gli stessi edifizj collocati nel detto luogo, si prese ad esibire - tra le due esposizioni, delineate all’ indicato doppio scopo, la pianta della - parte della via Appia, corrispondente da vicino alla colonna dell’ottavo miglio, - in cui veniva ad essere compreso tanto il più vetusto piccolo tempio dedica- - to ad Ercole coll’atrio sacro al dio Silvano, quanto il nobile tempio edificato - da Domiziano con quel grande monumento sepolcrale, formato a guisa di tu- - mulo, che esiste nel lato occidentale. - - TAVOLA XLIII. A dimostrare in miglior modo di quanta importanza - sieno pure per f arte le relìquie di quell'anzidetto vetusto edifizio dorico, che - esistono da vicino all’ottavo miglio, oltre alla surriferita loro storica pertinen- - za, si è preso nel mezzo dell’enunciata Tavola ad esibire la pianta di tutto - lo stesso edifizio che aveva la forma di un comune atrio e che conteneva - nella parte posteriore un’ara sacra al dio Silvano, mentre nella parte anterio- - re verso la via doveva esistervi la statua più antica di Ercole. Quindi supe- - riormente si dimostra la più probabile architettura sì interna che esterna del - medesimo edifizio con una sezione presa per il traverso e con una elevazio- - ne della fronte corrispondente verso la via. E nella Fig. 1 si esibisce il capi- - tello con parte del fusto delle colonne doriche, delle quali , per essere fatte - nella comune pietra albana, se ne conservarono molti rocchi ancora collocati - al proprio luogo. Quindi nella Fig. 2 si offre delineata quella vetusta ara, pure - fatta con la pietra albana, che dalle lettere superstiti nella prima linea si co- - nosce essere stata sacra al dio Silvano. E siccome nel medesimo edifizio dove- - vano essere sopra alle colonne suddette evidentemente collocati architravi di - legno e simili soffitti; cosi per dare una qualche idea del modo con cui po- - teva essere composto il sopraornato della maniera dorica, impiegato in tale - - - -## p. (#32) ################################################# - -28 - - ANTICA VIA API’IA. - - edilìzio, si è esibito alle Fig. 3, 4 e 5 una cornice con il suo soffitto tratta - dai tanti frammenti che si rinvengono pure scolpiti nella pietra albana in di- - versi luoghi della via Appia, ed anche quel ragguardevole frammento di fre- - gio adornato con triglifi e con mani congiunte ed altri ornamenti nelle meto- - pe, che fu scoperto nel lato destro della via a poca distanza dal grande mo- - numento di Casal rotondo. Quindi per aggiungere alcune dimostrazioni sul - genere jonico, posto in uso dai romani antichi nell’adornare i loro monumenti - coll’ impiego pure della pietra albana, si è esposta alla Fig. 6 la base con - parte del fusto di alcune colonne joniche che si sono rinvenute nel lato - destro della via tra il quarto ed il quinto miglio; e quindi alla Fig. 7 quel - capitello jonico a quattro volute angolari che fu rinvenuto tra le reliquie - scoperte in circa nel medesimo luogo e che offre forse il più vetusto esem- - pio che si conosca di tal genere di capitelli jouici, mentre tutti gli altri - si trovano avere volute angolari solamente allorché erano posti sopra le co- - lonne pure angolari, ed ancora limitati ad una sola voluta lasciando sempre - gli altri lati con i pulvini ; quindi è che tale esempio merita considerazione - tanto per la sua molta antichità quanto per la sua singolarità. Parimenti - per dare alcuna idea del genere corintio, posto in uso dai romani antichi - nella decorazione degli stessi loro monumenti coll’ impiego sempre della pie- - tra albana, si riferisce alla Fig. 8 il capitello con la base e corrispondenti - parti del fusto di quelle colonne corintie che furono rinvenute nel monu- - mento descritto alla Pag. 190, e che per la maniera con cui vedesi scol- - pito precipuamente il capitello, in modo assai simile di quei dei tempj rotondi - detti di Vesta in Roma ed in Tivoli, si deve tenere in ragguardevole con- - siderazione. Parimenti alla Fig. 9 si espone un frammento di un sopraor- - nato jonico, di cui si fece menzione alla Pag. 194. Nelle Fig. 1 1 e 12 si espo- - ne il piede di candelabro, pure fatto colla stessa pietra, che fu rinvenuto tra le - reliquie dei suddetti monumenti scoperti tra il quarto e quinto miglio. Ed - infine nella Fig. 12 si esibisce quella cornice che vedesi adornare la base di - un piccolo sepolcro scoperto nelle adiacenze del monumento adornalo con - i suddetti capitelli corintii. - - TAVOLA XLIV. Seguendo sempre il metodo adottato, si rappresentano - in questa Tavola, tanto nello stato di rovina quanto nella più probabile lo- - ro architettura, quei ragguardevoli monumenti che esistono nel lato sinistro - della via tra l’ottavo ed il nono miglio. Quello di opera laterizia si suole - attribuire a Q. Verranio, mentre il grande rotondo si prescrive appartenere ad - un vetusto edifizio ridotto a chiesa dedicata a s. Maria anteriormente al de- - cimo secolo, come fu dimostrato alla Pag. 182 e 183. Nel mezzo poi delle - - - -## p. (#33) ################################################# - -INDICAZIONE DEI MONUMENTI. - - 29 - - esposizioni, esibite per dimostrare 1 indicato doppio aspetto, si offre deli- - neata la parte della via in cui si trovano esistere i suddetti monumenti. - - TAVOLA XLV. Parimenti col medesimo metodo si prende ad espor- - re in questa Tavola , tanto lo stato di rovina attuale quanto quello in cui - doveva trovarsi anticamente, quel grande monumento che vedesi esistere - a destra della via ed a poca distanza dal luogo determinato per la colon- - na del nono miglio, e che si è potuto con molta probabilità stabilire di ricono- - scervi quel sepolcro dell’ imperatore Gallieno in cui fu sepolto Severo Cesare, - come fu dimostrato alla Pag. 185 e 186. E similmente, seguendo quanto si - è praticato in altre eguali esposizioni, venne nelle mezzo della Tavola de- - lineata la parte della via Appia, in cui si comprende lo stesso monumento - con gli altri esistenti nelle adiacenze, ed in particolare quella grande fab- - brica, che si stendeva in ampio spazio nel lato destro, e che doveva pri- - mieramente avere fatto parte della villa che aveva Gallieno nel luogo stes- - so, e che poscia fu ridotta a servire di stazione postale, cioè di quella mu- - tazione di cavalli, che si distingueva col titolo del nono miglio, a cui cor- - rispondeva da vicino, come fu dimostrato alle Pag. 189 e 190. - - TAVOLA XLVI. Col modo stesso viene esposto in questa Tavola quel - grande tumulo che si trova esistere nel confine dell’agro romano , cioè tra - il limite prescritto al miglio nono e quello del decimo, del quale se n'è - riferita la descrizione alla Pag. 191. Nel mezzo poi delle due esposizioni - prospettiche, delineate all’ indicato doppio scopo, si è nella Fig. 1 primie- - ramente esibita la pianta dello stesso grande monumento, che nel suo ba- - samento quadrato si stendeva per ogni lato circa piedi romani centoventi e - nel diametro del corpo rotondo circa piedi cento; cosicché si trova avere - costituito imo dei più grandi monumenti sepolcrali che si sia scoperto lun- - go la via Appia. Inoltre negli scavi, fatti ultimamente nel suo d'intorno, - si sono rinvenuti alcuni frammenti del rivestimento fatto con la pietra - tiburtina che adornava la sua alta crepidine, nella quale si conobbe esse- - re stato impiegato il genere dorico di circa eguale stile di quello posto in - uso nel teatro di Marcello di Roma, come viene dimostrato nella Fig. 2. - Ma mentre si è potuto in qualche modo determinare la intera forma e la - decorazione di tale grande monumento, nulla poi si è rinvenuto per cono- - scere la sua pertinenza, che doveva riferirsi ad alcun grande personaggio - degli ultimi tempi della repubblica romana. Parimenti nella stessa parte - media della enunciata Tavola si sono aggiunti alcuni particolari di altro im- - portante monumento che si trova esistere di seguito nel lato sinistro della - via più da vicino al luogo determinato per la colonna del decimo miglio - - - -## p. (#34) ################################################# - -30 - - ANTICA VIA APPIA. - - ili cui si è fatta menzione alla Pag. 192. Ma mentre se ne può eziandio - dalle reliquie superstiti determinare la intera sua forma e principale de- - corazione, quale è dimostrata colla pianta esibita alla Fig. 3, colla eleva- - zione di una parte del suo basamento costrutto con la pietra albana lavo- - rato con somma diligenza, come alla Fig. 4 , e con le cornici inferiore e supe- - riore dello stesso basamento esibite alle Fig. 5 e 6; non si può poi con cer- - tezza determinarne la sua pertinenza, che eziandio doveva spettare ad al- - cun distinto personaggio dell’epoca anticesarea. Eravi infatti sulla sua fronte - una iscrizione composta con lettere grandissime scolpite nella pietra liber- - tina in modo di non essere neppure sedicente l'altezza dei comuni massi - di tale pietra per contenerle in intero, ma soltanto circa la metà della loro - altezza; cosicché si trovano avere superato tutte quelle che si sono rin- - venute delle altre iscrizioni. Però non si sono scoperti sin’ ora altro che i - tre frammenti, che sono delineati alla Fig. 7, e che disgraziatamente non - presentano niente di preciso per essere limitati a dare conoscenza delle - lettere apv . . . sav . . . m. Considerando poi la costruzione del monumento, - fatta per più gran parte ancora con la pietra albana, e senza alcun im- - piego del marmo, come comunemente si soleva praticare nell'epoca impe- - riale, non si può adunque credere che colle lettere . . sav . . si sia voluto espri- - mere caes-AYg , come solo più opportunamente potrebbe supporsi quantun- - que le lettere stesse non sieno tra loro disgiunte. Quindi solamente, tra le - tante varie più probabili appropriazioni, si può credere che in seguito del- - l’ indicazione espressa nelle tre prime lettere apv ... si sia indicato il nome - di quel S. Apuleo che fu console nell'anno 725 con Cesare Augusto; op- - pure meglio, in seguito della indicazione delle tre lettere . . sav . . si può sup- - porre scritta la indicazione di Isaurico che fu propria di quel P. Servilio - Vatia che fu console nell’anno 665 ; perchè la indicata opera concorda in mi- - glior modo con quanto soleva praticarsi in tale epoca. - - TAVOLA XLVII. Nell’enunciala Tavola, seguendo ognora il metodo - stabilito, si è preso ad esporre, tanto nel suo stato di rovina quanto nel- - l’ intera più probabile sua forma e decorazione, quell’altro grande monu- - mento che sussiste di seguito nel lato sinistro della via nello spazio in cir- - ca medio tra i luoghi determinati per le colonne del decimo e dell’ unde- - cimo miglio, e che si è descritto alle Pag. 194 e 195 senza neppure po- - tere determinare con sicurezza la sua pertinenza che eziandio doveva spet- - tare ad altro grande personaggio dell'epoca incirca prima dell’impero. Tra - le due vedute, esposte al prescritto doppio scopo, si offre delineata primie- - ramente nella Fig. 1 la pianta del monumento stesso, in cui si rende me- - - - -## p. (#35) ################################################# - -INDICAZIONE DEI MONUMENTI. - - 31 - - ritevole di considerazione il modo tenuto per praticarvi nella parte poste- - riore le scale per salire sull' alto dell’edilizio, sopprimendo perciò le sette - nicchie che vi dovevano corrispondere a norma della decorazione stabilita. - Nella Fig. 2 si offre delineata una parte della medesima decorazione ester- - na quale ora si trova sussistere. E nella Fig. 3 un frammento dei capi- - telli che stavano sopra le mezze colonne incorporate nel medesimo rive- - stimento esterno. Quindi nella Fig. 4 si esibisce la sezione della parte media - interna per far conoscere il modo assai accurato e stabile nel tempo stesso - con cui fu costrutta la cella sepolcrale impiegandovi la pietra albana. - - TAVOLA XLVIII. Al termine della parte della via Appia, presa ad - illustrare in questa esposizione, corrisponde l’antica Boville che fu ampia- - mente descritta dalla Pag. 202 alla 216. Pertanto onde compiere quanto - spetta alla parte monumentale, ora solamente presa a considerare, si espo- - ne primieramente nel mezzo inferiore della enunciata Tavola la pianta del - luogo in cui si comprendeva la stessa antica città, cioè particolarmente quel- - la parte che venne aggiunta nella prima epoca imperiale alquanto più ver- - so Roma; giacché di essa rimangono più palesi reliquie, mentre della parte, - che costituiva la città più antica, sussistono solamente poche tracce d’in- - certa determinazione. In tale parte di aggiunta, come particolarmente si - descrive alle Pag. 214 e 215, si comprendono il circo, il sacrario della gen- - te Giulia, il teatro ed il monumento sepolcrale, con le reliquie di altri - edifizj d’incerta appropriazione. Quindi nella parte superiore della Tavola - si esibisce in scala maggiore la pianta del circo con le sue carceri nella - estremità orientale e le fabbriche che dovevano servire per il trattenimen- - to dei carri e cavalli destinati alle corse, e nel mezzo del lato meridionale - il sacrario della gente Giulia. Superiormente si aggiunge una sezione per - il lungo del circo stesso; ed inferiormente la sua sezione presa verso le - carceri con la elevazione del lato esterno rivolto verso la stessa parte del - circo. Nelle estremità della surriferita pianta generale di Boville si esibi- - sce da un lato la pianta del teatro, e dall’altro la elevazione della sua sce- - na con la sezione per traverso. Inoltre nell’angolo superiore si riferisce la - pianta con la elevazione di quel monumento che esiste verso la strada di - Nettuno. Nella Fig. 1 poi si offre delineato un piccolo resto di quel muro - di cinta che esiste nel luogo occupato dalla città più antica. E nella Fig. 2 - quell’ara di pietra albana, di cui si fece menzione alla Pag. 209. - - TAVOLA XLIS. Per dare una qualche maggiore idea di quanto esiste - di più conservato nella città di Boville, che si limita quasi unicamente al cir- - co anzidetto, si espone nella enunciata Tavola, sempre seguendo il metodo - - - -## p. (#36) ################################################# - -32 - - ANTICA VIA APPIA. - - prescritto, primieramente l'aspetto delle reliquie dello stesso circo, che con- - sistono in alcuni archi delle carceri; e poscia lo stato in cui doveva tro- - varsi il medesimo circo nei tempi antichi, allorché era per intero conservato, - rappresentandolo egualmente delle reliquie suddette nel lato minore in cui - stavano le carceri con le due torri. Inoltre nel mezzo di tali esposizioni sce- - niche si offre delineato quel monumento rotondo che esiste da vicino al duo- - decimo miglio della via moderna di Albano ristabilita sull'andamento della - antica via Appia, di cui si fece menzione alla Pag. 201 ; ed esso si trova cor- - rispondere quasi di fronte al viottolo che attualmente mette alle indicale - principali reliquie di Boville. - - TA^ OLA L. Infine per più palese documento alla dimostrazione del- - la grande sontuosità dei monumenti che adornavano i lati della via Appia. - e per dare nel miglior modo possibile compimento a quanto ci siamo prefissi - di dichiarare, si è preso ad esibire nella enunciata Tavola quell’alto monu- - mento singolare che si trova esistere nel lato sinistro della via assai da Tici- - no alla città di Albano, quantunque si trovi esso corrispondere fuori dei limiti - prescritti a questa esposizione. Si suole tale monumento credere avere co- - stituito quel sepolcro, in cui coll’autorità di Plutarco si asseriscono essere sta- - te riposte da Cornelia le reliquie di Pompeo il grande presso la sua villa al- - bana. Esso apparteneva a quei sepolcri, che si solevano denotare coll'indi- - cazione di settizonii, quantunque non si elevassero apparentemente a sette - distinti ordini di decorazione. E vedesi essere stato elevato sopra ad un - alto basamento, sul quale s’innalzavano tre ordini distinti di pilastri, cioè - quanti erano i principali generi di architettura ; ed era evidentemente ter- - minato a forma piramidale, come offresi rappresentato nella elevazione - esibita nel mezzo della Tavola. Nelle Fig. 1, 2, 3 e 4, delineate nei lati, si di- - mostra il modo con cui era formato in ciascuno dei quattro suoi piani prin- - cipali. Quindi nella Fig. 5 è rappresentato lo stato di rovina, in cui si trova - tuttora sussistere. E nella Fig. 6 si esibisce l’aspetto che doveva presentare - allorché si trovava per intero conservato. Così questo ragguardevole e sin- - golare sepolcro può servire d’importante ed utile documento per dare op- - portunamente termine a questa esposizione monumentale della prima parte - della tanto celebrata via Appia. - - Imprimatur. - Fr. Th. M. Larco. 0. P. S. P. A. Alag. Soeiui. - Imprimatur. - Ani. Ligi Archiep. /con. Vicesg. - - - -## p. (#37) ################################################# - -wmm - - - -## p. (#38) ################################################# - - - -## p. (#39) ################################################# - - - -## p. (#40) ################################################# - - - -## p. (#41) ################################################# - - - -## p. (#42) ################################################# - - - -## p. (#43) ################################################# - - - -## p. (#44) ################################################# - - - -## p. (#45) ################################################# - - - -## p. (#46) ################################################# - -FRONTE VERSO LA VIA TRAVERSALE - - - -## p. (#47) ################################################# - - - -## p. (#48) ################################################# - - - -## p. (#49) ################################################# - - - - - -## p. (#50) ################################################# - -m m fnr\ n - - - -## p. (#51) ################################################# - - - -## p. (#52) ################################################# - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - . - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -## p. (#53) ################################################# - - - - - - - - - - -## p. (#54) ################################################# - - - -## p. (#55) ################################################# - - - -## p. (#56) ################################################# - - - -## p. (#57) ################################################# - - - - -## p. (#58) ################################################# - -VEDVTA IELLE RELIQUIE DI ANTICHI SEPOLCRI - ESISTENTI LVTTGQ LA VIA ARPIA DA VICINO ALLA PORTA S. SERA! - - - -## p. (#59) ################################################# - - - -## p. (#60) ################################################# - - - - -## p. (#61) ################################################# - - - -## p. (#62) ################################################# - - - -## p. (#63) ################################################# - - - Fi - - i/? /a /ì ut - - W yfr/r' y/s *• - - - ' - - A - - - 7 - - 'T' - - - -## p. (#84) ################################################# - - - - -## p. (#85) ################################################# - - - -## p. (#86) ################################################# - -ESPOSIZIONE PROSPETTICA NELLO S TATO DI CON SE VA ZI ONE - - t ^oO^a. . di' ty/htfrt/ I - - NINFEO VOLGAKMEN - - - ESISTENTE NELLA VAI - - elevazione geometrica dei prospetto - - - -## p. (#87) ################################################# - - - -## p. (#88) ################################################# - - - -## p. (#89) ################################################# - - - -## p. (#90) ################################################# - - - SEPOLCRO VOLGARMENTE - - A SINISTRA DEI. TERZO - - "*T - - STATO ATTVALE - - - -## p. (#91) ################################################# - - - -## p. (#92) ################################################# - - - - -## p. (#93) ################################################# - - - -## p. (#94) ################################################# - -SEPOLCRO DI CECILIA ME - - t. '^Tet/rZ ct/z - - -f ^ /ÙTJ^ - - Si-tlia di PUth ■ - - PROSPETTO VERSO LA VIA APPIA - - - Simili di' ÓOO . Mifir/ief-t'i - - - -## p. (#95) ################################################# - - - -## p. (#96) ################################################# - - - -## p. (#97) ################################################# - - - -## p. (#98) ################################################# - - - - - -## p. (#99) ################################################# - - - -## p. (#100) ################################################ - - - - -## p. (#101) ################################################ - - - -## p. (#102) ################################################ - - - -## p. (#103) ################################################ - - - -## p. (#104) ################################################ - - - -## p. (#105) ################################################ - - - -## p. (#106) ################################################ - - - -## p. (#107) ################################################ - -Iaji0 rfr jiPif? - - - -## p. (#108) ################################################ - - - -## p. (#109) ################################################ - - - - -## p. (#110) ################################################ - - - -## p. (#111) ################################################ - - - -## p. (#112) ################################################ - - - -## p. (#113) ################################################ - - - -## p. (#114) ################################################ - - - -## p. (#115) ################################################ - - - -## p. (#116) ################################################ - - - - - - - - - - - - - - -## p. (#117) ################################################ - - - - -## p. (#118) ################################################ - - - -## p. (#119) ################################################ - - - -## p. 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(#128) ################################################ - - - - -## p. (#129) ################################################ - - - -## p. (#130) ################################################ - - - -## p. (#131) ################################################ - -TAV XXIV - - AIATE ESISTENTE - SIMA SACERD ODESSA E 'ISIDE - - EVXTmO DI LATO - - "rr - - j ! fi Ti - - - - - GENTE SCOPERTI LUNGO LA VIA APPIA - - - -## p. (#132) ################################################ - - - -## p. (#133) ################################################ - - - - -## p. (#134) ################################################ - - - -## p. (#135) ################################################ - - - -## p. (#136) ################################################ - - - -## p. (#137) ################################################ - - - -## p. (#138) ################################################ - - - -## p. (#139) ################################################ - -TAV. XXVI. - - ,3 - - ® v IA > 1 M - - li rrnT iP r,T 31 J "I] 110 r ’AW - - !0 - - - -## p. (#140) ################################################ - - - -## p. (#141) ################################################ - - - -## p. (#142) ################################################ - - - -## p. (#143) ################################################ - -PAV. XXV - - POuHtH miaLsii l - - vimiviuiuo - - -— — 'CfwS<,»v uBxvk' - -1 VmWHM - - STENTI TRA IL QVARTO ED IL QVIRTO MIGLIO - - 5 - : ■. _ "• • r- - - IP T T| - - - - Mllillr!^ pili - - - [11111 - - pAiAtaAl - - - - il « ffr i - - - i - - I ; W ! - - P j ' S P§ | - - - -## p. (#144) ################################################ - - - -## p. (#145) ################################################ - - - -## p. (#146) ################################################ - - - -## p. (#147) ################################################ - - - - -## p. (#148) ################################################ - - - -## p. 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(#162) ################################################ - -MXG-LI 0 gVTNTO - - Salta iti PìfiJi - - Salta th Pietri - - : D - : ATRIO - - iei 3 ;:::E - - : - - SEZIONE DELLA CONSERVA DI AC QVA ROTONDA - - PARTE - - anterior: - - DELLA VILL - DEI gVLNTII - - - p 1 1 1 1 " 1 T ” + f f - - *? cu la iti - - iqU n - - in» - - TVMVLO - - □ □odDoqDdP - - munii - - TOLEBOI 1 i “T ; -■ - - -—Li - - n - - " 'ini. - - HgdH IB[jiJDrnD|-|gi[j] □□ DT=]_Ditn - - g m [un - - - ■ i 1 * P || - - VSTRINO - - rrrq - - MVRA DI CINTA DELL ' VSTRINO - - PIANTA BELLA VILLA DEI «VINTILI SITVATA LVNGO LAI - - - -## p. (#163) ################################################ - -SlPPIA DA TICINO ALDA COLONNA DEL OTINTO MIGLIO - - - -## p. (#164) ################################################ - - - -## p. (#165) ################################################ - - - - - - - - - - - - - - - -## p. (#166) ################################################ - - - -## p. 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(#207) ################################################ - -Fig 7 - - - 9 - - TAV XL1II - - Fig . io . - - LA VIA APPIA - - TRAVERS O - - S IL VA N O - - ÌKTO - - Fig . n . - - - -## p. (#208) ################################################ - - - -## p. (#209) ################################################ - - - -## p. (#210) ################################################ - - - -## p. (#211) ################################################ - - - -## p. (#212) ################################################ - - - -## p. (#213) ################################################ - - - -## p. (#214) ################################################ - - - -## p. (#215) ################################################ - - - -## p. (#216) ################################################ - - - -## p. (#217) ################################################ - - - - - -## p. (#218) ################################################ - - - -## p. 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(#229) ################################################ - - - -## p. (#230) ################################################ - -VEDVTA DELLE RELIQVIE DELL'ANTICO CIRCO DI BOVILLE - - - -## p. (#231) ################################################ - - - -## p. (#232) ################################################ - - - -## p. (#233) ################################################ - - - -## p. (#234) ################################################ - - - -## p. (#235) ################################################ - -TAR. L . - - V - - SEPOLCRO INCOGNITO LVNGO LA YIA APPIA VICINO A® ALBAN 0 - - - -## p. (#236) ################################################ - - - -## p. (#237) ################################################ - - - -## p. (#238) ################################################ - - - -## p. (#239) ################################################ - - - -## p. (#240) ################################################ -